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Studio di Psicologia e Psicoterapia (logo)


Contenuti centrali

Dr. Prof. Giorgio Burdi
Storie di disturbi sessuali
Qui di seguito troverai alcuni racconti.

Salve mi chiamo X,( probabile pedofilia )


Sono X, ho 24 anni e da qualche mese la mia vita è stata devastata da un pensiero emersomi dall'inconscio, in cui io tocco le zone intime di un ragazzino,cosa che mi ha provocato un profondo malessere perchè mi ha fatto sentire un pervertito ed una bruttissima persona. Premetto che non mi fa piacere raccontarlo perchè mi provoca molta sofferenza e ho ancora molta difficoltà ad accettarlo come pensiero, perchè non mi riconosco in questo, tuttavia ho la consapevolezza che così come esistono i pensieri belli, hanno motivo di esistere anche quelli più brutti che nessuno mai vorrebbe si addentrassero nel proprio io. Fino a poco tempo fà mi ritenevo unico nella mia sofferenza, mi sono chiuso in me stesso con la speranza che prima o poi così come era venuto se ne sarebbe andato. Ebbene ciò non è avvenuto e sono entrato in profondo conflitto con me stesso. Ho finalmente preso coraggio quando ho iniziato ad avere oltre che continui crolli psicologici, anche crolli fisici, con continui giramenti di testa ed emicranie tali da portarmi alla perdita di conoscienza. Da quando sono entrato in analisi dal Dr. Burdi, il mio problema si è ridimensionato enormemente, è andato via via sempre più scomparendo. Era davvero molto necessario affrontarlo questo argomento, invece che far finta di niente. Trascurandolo, il problema mi aumentava sempre più. Ho scritto la mia storia perchè spero sia di aiuto a tutti coloro che si trovano nella mia stessa situazione e che non trovano la forza di farsi aiutare per paura e per vergogna. Le vittorie più belle sono le più sofferte, ogni problema va affrontato!

 
 

Salve mi chiamo Piero,


ho 25 anni e avrei bisogno di un consulto. Fino a gennaio scorso sono stato vergine e ho praticato per una decina di anni la masturbazione per la maggior parte dei giorni. Poi ho conosciuto la mia attuale moglie e ho iniziato i miei rapporti sessuali ma in questi 10 mesi con lei ho fatto sesso in modo discontinuo. All'inizio della nostra storia ero eccitato ma al momento dell'atto sessuale non avevo erezione poi tramite i consigli di un sessuologo o scoperto di avere ansia da prestazione. Poi ho cercato di migliorare e ci sono riuscito a fare sesso ma fino ad adesso cado per certi periodi in ansia( ho per stress o per stanchezza o problemi) e non riesco a fare sesso tipo per 2 3 settimane. Mi sembra sempre di essere come all inizio che non riuscivo a eccitarmi per l ansia di fare sesso. Poi certe volte che facciamo sesso devo farmi stimolare con la masturbazione o il sesso orale se no non arrivo all erezione, neanche quando pratico sesso orale a mia moglie. Ho scoperto da un anno a questa parte con gli esami del sangue di avere il testosterone libero basso ( 10 punti sotto la normalita') che si dice influenza la voglia sessuale. Concludendo questi cali di voglia sono imputabili al testosterone, all ansia da prestazione, alla masturbazione eccessiva fatta in questi anni o anche alle esperienze sessuali nulle fatte in precedenza. Vorrei un consiglio se devo fare una cura o per avere informazioni utili grazie e gentili saluti.

Salve
potrebbe dipendere dalla scarsa abilitazione a vivere all'interno di una realazione reale. Dedicare troppo tempo alla rimuginazione, alle fantasticheria, favorisce il decadimento della dimensione reale del rapporto umano.
Ha bisogno di consulti . Anzi di terapia di gruppo per accellerare quel recupero relativo al piacere della relazione reale in senso lato orientata successivamente al tema sessuologico.
Dr. BURDI


 
 

Gentile dottore,


da circa due mesi, di colpo, soffro di qualche disturbo sessuale relativo alla momentanea perdita dell'erezione.
Come potrei fare per avere un colloquio o una visita con lei?
Distinti saluti.
 
 

Carolina


La contatto per una cocnsulenza su una questione un po'delicata: il mio ragazzo durante l'adolescenza (13 anni) ha baciato un uomo e questo gli ha provocato tanti dubbi sulla sua sessualità e poi fobie sulle malattie....raggiunta la maggiore età ha provato a parlarne con uno psicologo che gli ha detto almeno di provare l'ambiente, lui ha provato
per un paio di anni (sui 20 anni) e poi ha abbandonato quel mondo dicendo che troppo superficiale, infantile, effimero, e che solo la donna può dargli la completezza grazie alla possibilità di creare una famiglia (che lui desidera fortemente) e grazie alla diversità. Dice che con le donne sta meglio perchè si riesce a parlare anche dicose serie, in quell'ambiente
non ci trovava valori. Io dal canto mio vorrei capire se si può parlare di scelta, o se questo è nascondersi per non soffrire.....non affronta volentieri l'argomento con me. adesso ha quasi 27 anni
La ringrazio voglia aiutarmi un attimo...so che per e mail si puo' fare poco... Carolina.

 
 

Un problema


Credo di avere un problema da affrontare .Ho 29 anni e sono di Bari. Soffro di eiaculazione precoce.Dovremmo fissare un appuntamento per esporre il mio problema?? grazie
 
 

Egr. Dott. Burdi,


ho trovato il suo nominativo su Internet.Le scrivo da Bari e vorrei sapere se Lei cura anche le patologie sessuali, nello specifico la dipendenza sessuale.
Credo che mio marito ne sia affetto da qualche anno, anche se solo recentemente ha avuto voglia di parlarmene.
Ultimamente sta perdendo il controllo della situazione, nel senso che tende a passare tutto il suo tempo libero su Internet, all'interno delle chat.
Sto cercando di aiutarlo, ma non è facile, data la recente diagnosi di tale patologia e data la difficoltà di capire a quale specialista rivolgersi. Spero di ricevere una Sua gentile risposta e La ringrazio fin d'ora per la Sua disponibilità.

Cara Stefania
se parliamo di pura dipendenza sessuale il trattamento di Suo marito e' di competenza psicoterapica. Chi ha espresso innanzitutto questa diagnosi? È una diagnosi molto generica che andrebbe approfondita e chiarita.
Io curo quelle disfunzioni sessuali che non abbiano una evidente causa organica. Cosi' come Lei la espone, ovvero in termini di dipendenza, sembra avere tutte le caratteristiche per essere trattata dal punto di vista psicoterpico.

 
 

Per un milione di dollari


Il titolo da me scelto vuole significare che se potessi disporre di un milione di dollari, o anche di dieci, cento, mille, credetemi, li cederei volentieri in cambio della soluzione del mio problema, semplicemente perché certe emozioni, certe sensazioni, certe esperienze valgono molto più dei miliardi e non si possono neanche acquistare con questi. Se lo risolvessi sarei il ragazzo più felice di questo mondo, ritroverei tante di quelle energie in questo momento a me indispensabili non solo per terminare gli studi, ma anche per dedicarmi in maniera più convincente e redditizia alle tante passioni che vorrei coltivare, per aiutare gli altri ( volontariato; mi ritengo fortunatamente generoso e altruista, al punto che quando in TV vedo bambini o in generale qualcuno che soffre cado quasi in depressione, anche per l’attuale impossibilità di poterli aiutare - motivi economici e di tempo-), per aiutare ancora di più gli amici (purtroppo sono stato sempre troppo riservato riguardo agli aspetti miei interiori, per cui mentre io so tante cose dei miei amici o amiche e di tante persone spesso anche appena conosciute, loro niente sanno di me – ispiro loro tanta fiducia, do loro una immagine molto positiva, per cui si confidano anche nelle loro cose più intime e nei problemi che solitamente una persona tiene per se e comunque non spiffera al primo arrivato - io invece mai mi sono confidato con loro, perché ho sempre voluto assumere un’immagine di ragazzo molto sicuro di sé, privo di problemi, forte, invincibile, e quindi la stessa ho ora paura di rovinare (ma se sapessero la verità………). Ribadisco che sono felicissimo di quel che sono, del mio carattere, ho grande autostima di me stesso, rifarei tutto quello che ho fatto, per tantissime cose mi ritengo fortunato, e nonostante i tanti problemi che ho dovuto subire, soprattutto nella prima fase della mia vita, penso sempre che c’è tantissima gente che ha sofferto e che soffre molto più di me ( vedi Africa). Comunque, nonostante tutto ciò, credo che gran parte delle mie energie, anche a livello inconscio, le stia bruciando per il mio " problema". E ripeto, se lo risolvessi ( ma mi sembra un sogno irrealizzabile, un qualcosa di troppo grande e di troppo bello perché possa effettivamente verificarsi, un qualcosa che rincorro da una vita, ma mai riesco a raggiungere, un qualcosa che spesso, soprattutto negli ultimi tempi, mi fa anche piangere e soffrire tanto, che mi fa quasi impazzire..; per fortuna le mie tantissime passioni mi permettono di distrarmi e di non pensarci in maniera troppo ossessiva e controproducente. Spaccherei il mondo, in senso positivo s’intende. Vi offro pertanto indicazioni spero sufficienti per poter esprimere un vostro giudizio. Il mio problema intanto è il seguente: " non ho mai avuto un rapporto sessuale completo con una ragazza". "E allora? Lei non sarà né il primo e né l’ultimo", rispose lo Psicoterapeuta quando mi rivolsi a lui. Madre Natura ha fatto di me un ragazzo abbastanza piacente ( chiaramente il giudizio non è mio ma delle mie amiche) tanto che sono tantissime le ragazze che nel corso degli anni mi hanno corteggiato. Ho dovuto, mio malgrado, rinunciare praticamente a tutte, che mi piacessero o no . Capite che rinunciare per insicurezza, per timidezza, o chissà per quale altro motivo ( i capelli?) ad esperienze che avrei comunque fortemente voluto, fino al punto che non ho mai avuto la ragazza, tranne qualche piccola avventura, ti conduce ad una situazione non bella, in cui ti chiedi il perché, cos’è che ti impedisce di avere una relazione stabile con una ragazza, perché non sei mai riuscito a ricambiare l’affetto e i sorrisi che loro hanno manifestato nei tuoi confronti? ...E via ai rimpianti e ai rimorsi, spesso anche alle lacrime, quando penso alla bellezza e alle splendide sensazioni alle quali ho dovuto rinunciare, e che normalmente si vivono nello stare accanto ad una dolcissima ragazza che ti vuol bene, nel frequentarla, nel ricambiare il suo affetto, nell’abbracciarla, nel crescere e maturare assieme a lei. Ragazze che tutt’oggi mi guardano, mi fissano, in varie situazioni, e io che mi nascondo, che non riesco a ricambiare le loro attenzioni, anche solo per conoscerle. E ora non è più timidezza, ma insicurezza, paura. E il rimorso e la rabbia sempre più forti. Perché tutto questo? Da anni leggo e rileggo libri, riviste, ma nessuna risposta, tranne delle utili rassicurazioni ad altri dubbi che solitamente una persona insicura in ambito sessuale si pone. Ho provato ad andare da uno psicoterapeuta, e lui giustamente, dopo alcune sedute mi disse chiaro e tondo: "lei si è messo in testa per vari motivi tanti dubbi infondati ( e per certi aspetti mi rassicurò), per cui o fa una lunga e costosa (parole sue) psicoterapia per rimuovere ansie e paure ( credo sia l’unico modo per poter risolvere la cosa, e non la feci e non posso farla per problemi economici), oppure si confida con una sua amica e nel tempo proverà a risolvere il problema con lei ( non riuscirei mai ad esternare certe mie cose a qualcuna delle mie amiche; loro sono convinte che io abbia avuto chissà quante avventure…). I miei genitori si sono separati quando ero adolescente. Mia madre è stata ed è una madre eccezionale, è lei che ha lavorato e sostenuto economicamente la mia famiglia. Mio padre è stato ed è tuttora una persona a disagio nella società, ma non è stato sempre così.... Fino ad un certo punto era tutto ok, ma poi improvvisamente non ha più avuto la volontà di lavorare, anzi accusava mia madre in maniera insensata e ingiusta di cose prive di fondamento. Iniziò ad ubriacarsi finché il rapporto tra i miei genitori diventò insostenibile e mia madre scappò via di casa, portando con sé i figli. Sono sempre stato di animo molto sensibile, al punto che ho tanto risentito e sofferto per quella situazione ( disagio con gli amici, vergogna per una casa non all’altezza delle altre, per gravi problemi economici, vergogna per un padre ubriacone e improvvisamente asociale con tutti, sofferenza nel vedere i miei compagni che d’estate andavano in vacanza mentre io rimanevo solo in casa, sofferenza e lacrime nel vedere le loro famiglie unite e raccolte con i parenti nei momenti di festa e noi soli in casa in una atmosfera non certo di allegria, imbarazzo nei confronti dei miei cugini tutti benestanti, nei confronti dei miei compagni di scuola….). Fino ad un certo punto della mia infanzia ero un bambino vivacissimo, giocavo con i bambini o gli adulti, cantavo senza timidezza davanti a tutti le canzoni che ascoltavo alla radio, ero la mascotte del vicinato. Poi il cambiamento. A scuola sono sempre stato comunque a mio agio, ero tra i più bravi, e il fatto che mi distraessi e che dimenticavo i problemi di casa mi faceva star bene. Ma poi a casa quasi sempre la desolazione. Fino a 15 anni non sono mai uscito di casa a fare un giro con gli amici, tranne che nel vicinato. Grazie alle scuole superiori finalmente qualche amico e le prime uscite al mare e alle feste. Ma ero molto timido tant’è che a 16 anni mi posi due obbiettivi. Avere un buon rapporto con le ragazze e avere tantissimi amici. Il primo obbiettivo è fallito. Il secondo è riuscito. Grande forza di volontà, curiosità, voglia di vivere, dolcezza e altruismo mi hanno consentito di avere tanti amici e amiche, di essere ben voluto e stimato da tanta gente, di avere tantissimi hobby, tantissime passioni, per cui la solitudine che un tempo mi terrorizzava ora non è più un problema Ritornando ai miei due obbiettivi, il primo è invece fallito in pieno. Ed è questo il motivo per il quale scrivo. Come già detto, migliaia di pagine lette sul tema, da trattati, riviste e libri mi sono servite per abbattere tante falsi pregiudizi sul tema, privi di fondamento, ma non mi hanno dato la vera risposta che cercavo. Tutto ebbe inizio durante la mia adolescenza, quando mi innamorai tantissimo di una mia amica. Mi svegliavo eccitatissimo, con intense erezioni del mio pene, ogni mattina, pensando ai suoi capelli, al suo seno, al pensiero di poterla baciare o abbracciare. Era sufficiente sfiorarla o prenderla per mano perché il mio corpo venisse invaso da piacevoli sensazioni. Una volta, per gioco, lei mi sbottonò la camicia. Fui scosso da un fortissimo brivido di piacere. Ammetto che c’era una reciproca forte attrazione fisica, ma dal punto di vista caratteriale eravamo molto diversi al punto che anche per via della timidezza il dialogo tra noi due era praticamente inesistente....ma ecco il problema.... Premetto che fino ad allora non avevo mai avuto nessun genere di rapporto (affettivo o sessuale) con una ragazza, ed ero assolutamente ignorante in materia (mai ad esempio ho parlato di sesso e delle sue problematiche con i miei genitori, e nemmeno con i miei amici o amiche). Era anche il periodo in cui incominciai a conoscere la masturbazione, o autoerotismo. Iniziavo a frequentare i primi amici tante ragazze mi corteggiavano. All’improvviso mi trovai davanti ad un nuovo mondo di amici, di ragazze che mi corteggiano, assolutamente impreparato e incapace di affrontarlo per la mia timidezza e gli strascichi del passato. Ebbene, quando pensavo ad un eventuale rapporto con questa ragazza, di cui ero follemente innamorato, immaginavo di poter riuscire a fare tutto (abbracciarla, baciarla, accarezzarla) con relativa grande passione ed eccitamento, ma quando pensavo ad un rapporto completo con lei, ecco il buio; era come se i suoi organi genitali e il mio sparissero, è come se il mio organo genitale si afflosciasse improvvisamente alla vista dei suoi, il rapporto completo o penetrazione mi apparivano come un qualcosa di bellissimo, ma impossibile da raggiungere, è come se una mente annebbiata da chissà che cosa mi impedisse di capirne il significato, di percepirne il momento, la situazione; anche l’eccitamento scompariva al pensiero del suo organo sessuale e del rapporto completo. Tutto di lei mi piaceva, i capelli, il fisico, il seno, la sua dolcezza, sarei rimasto eternamente abbracciato a lei per quanto ne ero innamorato, ma i suoi organi genitali mi incutevano tantissima paura, confusione, imbarazzo. Tutto a priori, senza effettivamente averci provato ( esempio: quando una mia amica mi riferì che una sua amica era innamorata di me, pensando in classe durante la lezione o anche passeggiando per strada, ad un rapporto intimo con lei, mi sentivo svuotato di energie, pretendevo che al solo immaginarmi appartato con lei magari in una pineta, automaticamente avrei dovuto eccitarmi, con la sola fantasia, senza il contatto fisico, senza preliminari, senza effettivamente averla ancora conosciuta, e via alla sfiducia e alla insicurezza). I libri la definiscono" FOBIA per L’ORGANO GENITALE FEMMINILE", dovuto ad ansia o ad altri fattori. Forse avrei potuto raggiungere l’orgasmo semplicemente nello starci vicino, ma non nel rapporto completo, mi pareva di non riuscire in questo, una cosa lontanissima, sbiadita, quasi che non mi interessasse, eppure ero consapevole che le emozioni più forti si provano nel rapporto completo. Perché mi svegliavo ogni mattina eccitatissimo pensando alla possibilità di poterle toccare i capelli, il seno, il suo fisico, mentre quando pensavo al suo organo genitale o ad un’eventuale rapporto completo con lei c’era quel disorientamento, quella paura, quella mancanza di stimoli, quel disinteresse, quel buio ( mi viene difficile spiegare la situazione). Quella paura me la sono trascinata fino ad oggi, al punto che mi chiedo come mai un ragazzo che ha avuto tantissime opportunità, anche con ragazze molto carine, non abbia mai avuto la ragazza e tanto meno un rapporto completo? È un problema che mi sta angosciando, che mi sta succhiando gran parte delle energie (credo sia la causa maggiore della mia difficoltà di concentrazione negli studi, che mi sta logorando a livello inconscio), e mi chiedo se mai potrò risolverlo, come potrò risolverlo, sarebbe utile una psicoterapia? Eppure nonostante ciò ho trovato le energie per concludere quasi gli studi, per lavorare, per fondare una associazione studentesca di grande valore sociale e culturale, per ascoltare gli amici o aiutarli nel momento in cui hanno bisogno, per costruirmi un mondo di certezze, di amici e amiche che mi vogliono bene, per costruirmi una immagine positiva, di ragazzo ben voluto e stimato.In queste parole non c’è presunzione, credetemi, anzi spero di conservare questi ideali il più a lungo possibile, ma scrivo perché possiate rendervi conto della rabbia che provo nell’essere riuscito in tutto ciò nonostante le tante sofferenze, i tanti problemi economici , familiari e anche caratteriali ( grande timidezza e pochissimi amici fino a 16/18 anni) a cui ho dovuto far fronte, con la conseguenza che sono felicissimo di come sono, e nel non essere invece riuscito dove forse più avrei voluto, pur dedicandovi grandi quantità di energie. Ma vorrei fornirvi altri particolari.

La famiglia
Come già detto, tutto bene fino alla mia infanzia, poi il burrascoso rapporto tra i miei genitori. La loro separazione fu una liberazione, tranne che una leggera depressione al termine dell’anno scolastico che durò all’incirca un mese. Ricordo che ero felicissimo per la brillante promozione a scuola, perché si prefigurava la possibilità di poter lavorare e avere qualche soldino, e perché sapevo che di fianco a casa mia, ospite dei miei vicini di casa, al più presto sarebbe giunta una ragazzina molto carina che avrei potuto frequentare. Improvvisamente i miei migliori amici partirono per lavoro, e improvvisamente mi ritrovai "solo". Il solo è tra virgolette perché la partenza di alcuni amici non può giustificare una depressione, conoscevo altre persone. Comunque ricordo che esagerai a merenda col caffè e che la mattina successiva, dopo una notte agitata, mi svegliai con una crisi credo depressiva. Improvvisamente la felicità si tramutò in paura di non avere più nessun amico, di timore di poter perdere i capelli, in profonda solitudine e altri problemi. Grazie all'aiuto avuto dopo solo un mese stavo già meglio. Non assunsi medicinali. stato più nessun tipo di dialogo con lui. Odiavo mio padre perché mai si era preoccupato di lavorare, ci voleva tanto bene, ma forse pensava che potessimo campare d'aria. Tante situazioni che mi turbavano, mi creavano problemi di inferiorità nei confronti dei miei amici che avevano la fortuna di avere un padre di cui andar fieri, che lavorava, che poteva costituire per loro figura importante nei momenti difficili. Poi mi rifacevo comunque a scuola, dove avevo un rendimento decisamente superiore alla media. Comunque, se sono arrivato fin qui, è grazie a mia madre.

Gli amici
Pochissimi fino a 14 –15 anni, poi, grazie alla scuola e ai miei tanti interessi, il numero è aumentato di continuo, per cui oggi posso ritenermi soddisfatto. Inizialmente anche la timidezza e i problemi familiari mi frenavano nei rapporti interpersonali, oggi questi problemi credo di averli superati. Ciò che mi conforta è la qualità dei rapporti raggiunta con gli amici e le amiche; mai un litigio, tanta reciproca stima, tante cose in comune, di frequente molto volentieri mi chiedono di trascorrere da ospite il fine settimana in casa propria, nei loro rispettivi paesi. Insomma, sotto questo aspetto mi ritengo molto soddisfatto. E sono anche soddisfatto per un altro motivo, e cioè per la pazienza o la capacità che ho di intrattenere rapporti di amicizia e quindi per non avere pregiudizi nei confronti delle persone che hanno più bisogno di altri di una buona chiacchierata con un’altra persona, di un conforto psicologico, di una persona che li ascolti e li capisca.Forse il mio atteggiamento positivo nei loro confronti deriva dal fatto che anch’io in alcuni momenti ho vissuto le loro stesse pene. Sta di fatto che quando capita sono felice di fermarmi con loro a scambiare quattro chiacchiere. Del resto c’è da imparare da tutti.

Le passioni
Le ragazze, ma vista la mia situazione è più corretto parlare in questo caso di sogno, anche perché le passioni si coltivano, mentre i sogni quasi sempre rimangono tali.

Le ragazze
Dai 6 anni in poi sono sempre stato innamorato di qualcuna. Chiaramente in maniera più o meno intensa, a seconda del periodo e delle situazioni. Avevo un debole per una mia compagna di classe. Ma era un sentimento abbastanza leggero, che non mi creava particolari problemi. Per la timidezza, per motivi caratteriali e perché comunque non mi interessava avere una relazione con lei , non se ne fece niente ( anche perché probabilmente la cosa non era reciproca). Mi accontentavo di sfiorarle i capelli (ciò che più mi piaceva di lei, soprattutto quando se li tagliava) o il corpo quando nel gioco o in altre situazioni casualmente ci si urtava. Nelle scuole superiori mi innamorai sia nel primo anno che nel secondo. Le due ragazze erano carinissime, ma mai mi proposi, per l’inesperienza, per la timidezza, per la paura di un rifiuto, perché mi sentivo comunque impreparato. Ma erano sentimenti non molto profondi, per cui non soffrivo più di tanto di queste situazioni. Il primo innamoramento vero e proprio l’ho avuto nella terza superiore. Non fui ricambiato nonostante l’attrazione fisica fosse reciproca. Quindi il tutto si risolse con un nulla di fatto, per la mia timidezza, per le mie incertezze, per la mia insicurezza, anche per la sua paura, per il suo imbarazzo, per i nostri caratteri decisamente opposti e per il fatto che si trattava per entrambi della prima esperienza. Ma soprattutto per il mio vero problema. Ed è stato questo il periodo in cui sono nati tutti i miei problemi. Problemi che mi sono trascinato fino ad oggi e che ancora non ho risolto, e chissà mai se ci riuscirò. Ho già accennato a ciò in precedenza e ne riparlerò più avanti. Queste paure e queste ansie mi hanno condizionato in maniera decisiva in tutte le successive situazioni sentimentali in cui mi sono imbattuto. Dopo circa un anno e mezzo riuscii a dimenticare questa ragazza, passò pochissimo tempo ed ecco un nuovo innamoramento, sempre intensissimo. Attrazione fisica reciproca, ma la mia insicurezza e le mie incertezze furono decisive perché anche lei rinunciasse ad una eventuale relazione. Dopo due anni di speranze per un suo ripensamento, e di relativa sofferenza, dimenticai anche lei, grazie ad un'altra ragazza molto carina. Stavolta il no ad una eventuale relazione fu mio, e lei ne soffrì tanto. Ricordo che lei già parlava di matrimonio, nonostante non mi conoscesse a fondo e nonostante mai ci fossimo baciati. Il mio no fu dovuto al solito problema. Passeggiavamo abbracciati per le vie della mia città, anche mano nella mano (al mare si stava abbracciati l’un con l’altro, e ci accarezzavamo a vicenda, anche con le labbra) e provavo delle sensazioni piacevolissime, molto intense nei suoi confronti, di amore, di affetto; avrei potuto rimanere ore e giorni accanto a lei, senza mai stufarmi. Quando stavo in casa, il pensiero era solo per lei. Ma rinunciai per il solito problema,; quando pensavo ad una eventuale possibilità di rapporto completo con lei, tutto diventava tremendamente difficile, immaginavo una situazione di scarso interesse, di imbarazzo, di paure, di fallimento, è come se non provassi nessuna attrazione per il suo corpo nudo, per la penetrazione. Ma è possibile dare una spiegazione logica a questa situazione paradossale? Rabbrividire di piacere ( eccitazione sempre al 50 %, bloccata da chissà che cosa) nell’abbracciare una ragazza, nel prenderla per mano, nel baciarla, nel palparla, nel baciarla sul corpo, con grande desiderio di stare accanto a lei per lunghissimo tempo, e non provare nessun interesse per l’atto sessuale? Una giustificazione poteva essere il fatto che i suoi capelli non mi piacevano ( come dirò più avanti questa caratteristica è per me determinante), e nemmeno il suo seno. Ma è sufficiente ciò per impedire un rapporto completo con una ragazza, per avere nessuna attrazione per i suoi organi genitali, nonostante ne fossi tanto innamorato, e nonostante lo stare abbracciato a lei era per me motivo di grande piacere (non eccitazione, forse perché bloccata dalla paura?). Nel frattempo si fece avanti una ragazzina stupenda, graziosissima; ancora le mie incertezze e le mie paure mi impedirono di intraprendere una relazione stabile con lei, anche di sola amicizia, per cui anche lei fuggì. Ero comunque deciso a risolvere il problema, a buttarmi in una eventuale situazione di rapporto completo con una ragazza, e se avessi fallito, avrei comunque giustificato l’eventuale fallimento con un forte mal di testa, o con stanchezza, o con altro. Ma ero comunque molto pessimista e sfiduciato. Furono tante le occasioni, e ci rinunciavo sempre o perché di loro non mi piacevano i capelli, o il seno, o il viso, o perché non ne ero innamorato, o per timidezza. Infatti, quando mi appartavo con loro, da qualche parte, non mi eccitavo automaticamente, come succedeva a diversi miei amici (o perlomeno così raccontavano) , o come si vede nei film. Ero convinto che il semplice stare con una qualsiasi ragazza, lontano da occhi indiscreti, dovesse essere sufficiente per eccitarsi, anche senza nessun contatto fisico. Ciò non accadeva, e via alle preoccupazioni. Attualmente è da alcuni anni ( stanno diventando già troppi), che sono tanto innamorato di un'altra ragazza. Di questa mi piace tutto, il carattere, il viso splendido, il modo di fare. Ma entro in crisi solamente nei momenti in cui magari un qualcosa mi fa pensare che lei possa avere il ragazzo o che possa avere comunque un’avventura con qualcuno. Oppure ogni volta che la rivedo. Nel frattempo spero in qualche miracolo. Ad es., la volta che seppi che alcuni mesi prima lei aveva avuto una breve relazione con un ragazzo, la notte successiva non dormii per il dispiacere, e per la rabbia di non riuscire io dove quel ragazzo era riuscito. E in effetti per alcuni giorni stetti un po’ male. La mia grande fortuna è che ho tanti amici, tante amiche, tante passioni, per cui mi basta poco per rimettermi su di morale, per distrarmi. Sono riuscito a dimenticare questa ragazza solo per alcuni giorni, quando conobbi la più bella ragazza mai vista. Bellissimo viso, grande fisico, occhioni verdi, era semplicemente stupenda. Capitò nella mia città solamente di passaggio. Passavo lunghissimi momenti, ad es. al mare, ad ammirare il suo viso. Andai in tilt quando seppi che lei era interessata a me. E andai ancora più in tilt quando anche con lei niente conclusi. Un’altra potenziale splendida esperienza sfumata. Anche con queste due ragazze il problema è sempre stato il solito. Trascorrerei ore e giorni accanto a loro, abbracciato a loro, ad accarezzarne i capelli, ad ammirarne il viso, a baciarle, e sarebbero per me momenti di intensissimo piacere, di brividi, anche di commozione e lacrime per l’emozione e per il poter stare con delle ragazze così carine, e mi rendo conto che sarebbero le sensazioni più belle che uno possa provare nella vita. Ma quando penso al loro organo genitale, ecco il buio, la nebbia, l’oscurità, la testa improvvisamente si appesantisce, ecco la paura, ecco che il desiderio e l’eccitazione scompaiono, ecco la rabbia per non riuscire a capire il perché non provi niente per quella situazione che è sicuramente la più intensa e piacevole per l’essere umano, la fusione tra due corpi, la magia di un rapporto completo. Chiaramente in tutti questi anni ho fatto più di un pensierino anche ad altre ragazze, ma mai ho approfondito i rapporti.

Le esperienze
Premetto che le mie poche esperienze sono state condizionate in maniera decisiva da questa paura, o mistero. Ho baciato la prima ragazza a 17 anni. Mi incamminai con lei nel buio, ma solamente per dimostrare agli amici che anch’io " ci sapevo fare". Non ne ero innamorato, e nemmeno mi piaceva dal punto di vista fisico. Per cui la baciai solamente per fare un esperienza, ma non mi eccitai ne provai niente di particolare. Era la prima volta, per cui l’imbarazzo e la paura erano a livelli elevatissimi. Sta di fatto che si avverò ciò di cui temevo. E cioè nessuna attrazione per il suo organo genitale; pensavo purtroppo che qualunque ragazzo normale nella mia situazione si sarebbe eccitato anche se questa ragazza non gli fosse piaciuta dal punto di vista fisico. E pensavo allora ai momenti in cui subentrò per la prima volta questa "fobia" per l’organo genitale femminile, per il rapporto completo. Questo episodio purtroppo confermava che quella paura era fondata. Tra l’altro quella ragazza aveva delle caratteristiche che oggi apprezzerei, contrariamente ad allora. L’esperienza successiva la ebbi durante un festino. Invitai a ballare una ragazza anche lei molto carina. Avevo 18 anni. Ma la invitai solo per dimostrare ai miei amici o a me stesso che anch’io ero capace di ballare un lento con una ragazza. Provai anche a baciarla, ma non fui contraccambiato. Ero imbarazzatissimo ed emozionatissimo. Al termine del ballo mi recai fuori dal locale terrorizzato. Terrorizzato dal fatto di non aver raggiunto l’erezione mentre la baciavo. Ripensandoci oggi, era quella una pretesa assurda. Fatto sta che ciò contribuì a rafforzare le mie paure. Lei si innamorò di me, e aspettava che ci ritentassi. I soliti problemi di timidezza e i soliti dubbi mi impedirono di rifarmi avanti, per cui anche questa possibilità svanì come le precedenti. Alcune settimane dopo una nuova esperienza. Ancora una ragazza carinissima. Di lei mi piacevano in particolare i capelli (anzi, mi facevano impazzire; addirittura, me li mettevo in bocca, nonostante io sia un cultore dell’igiene, soprattutto a tavola, e nonostante riesca a toccare solo i capelli puliti e perfetti – non riesco a toccare i capelli degli uomini né i capelli bianchi delle donne - ). Durante uno spuntino con gli amici, improvvisamente e con mia grande sorpresa, salì sulle mie gambe. Mi baciava sul collo. Io la baciavo sulle guance e sui capelli. Come in un sogno. Una situazione per me di grande piacere e di intense emozioni. Ero eccitato al 50 %, se così si può dire. Mi bloccavano i soliti pensieri, e cioè la convinzione che se d’improvviso fossimo rimasti soli, niente sarei riuscito a concludere, anche se lei lo avesse voluto. Come se la mia attrazione per lei riguardasse solo i suoi capelli, il suo viso, la sua bocca, anche il suo fisico, ma non gli organi genitali. Grande desiderio di abbracciarla, di baciarla, di toccarle i capelli, di stare con lei, ma nessun pensiero rivolto ad un ipotetico rapporto completo. La notte dormii pochissimo, pensando alla bellezza di quei momenti pomeridiani, abbracciato ad una splendida ragazza, ma anche con la tristezza per un’ennesima "occasione" fallita. Altre due settimane ed ecco la gita. Mi ritrovo una notte nel letto di una mia compagna di classe Non provavo niente per lei, e di lei niente mi piaceva. Un altro ragazzo direbbe che è una brutta ragazza, ma a me non piace esprimermi in tali termini. Comunque mi stavo eccitando all’idea di poterle toccarle il seno, ci provai e ci riuscii, ma poi, sia perché non mi piaceva, sia per l’inesperienza e relativo disagio, il desiderio scomparve. Nuove preoccupazioni da parte mia ( ero convinto che un uomo in tale situazione, anche con una ragazza brutta, per la quale niente provava, e peraltro inesperto, avrebbe comunque dovuto eccitarsi comunque). Abbandonò la camera e non si accorse del mio imbarazzo. Raccontò l’episodio ad una sua amica. In un attimo quest’ultima raggiunse il mio letto. Si distese sopra il mio corpo, non era tanto bella ma comunque piacente, di bel fisico. Mi eccitavo al contatto col suo corpo e soprattutto col suo seno prosperoso. Ma era una eccitazione poco convinta, frenata sempre dall’inesperienza, dalla solita paura e in più anche dalla sorpresa che sopra di me stava una ragazza fidanzata da parecchio tempo. Lei mi accarezzava i capelli e il viso, le sensazioni erano piacevolissime. Ma all’improvviso la stanchezza e il sonno prevalsero, e dormimmo abbracciati per tutta la notte. Il momento di massima eccitazione lo raggiunsi la mattina seguente, al risveglio, quando, ancora ad occhi chiusi, ebbi la sensazione che le mie labbra fossero a contatto con le sue. Un contatto certamente involontario e quasi mi rassicurava l’idea che lei non se ne fosse accorta. Eccitato, aprii gli occhi e constatai che purtroppo mi ero sbagliato. Avrei voluto ripetere l’esperienza della notte prima, l’eccitazione raggiunta mi dava molta più sicurezza, sarei stato senz’altro più attivo con lei, ma un fortissimo mal di testa e di pancia (mare mosso) mi fecero cambiare idea. Successivamente ebbi un’avventura con una bella ragazza della mia città.. I suoi genitori partirono in gita, per cui avevamo tutta la casa a nostra disposizione. Lei era fidanzata, ma il rapporto con il suo ragazzo era ormai agli sgoccioli. Si era innamorata di me. Ci si vedeva la notte a casa sua. Ci si baciava, ci si abbracciava, ci si coccolava. Ore ed ore senza concludere quello che lei si aspettava, e cioè avere un rapporto completo. Per me era piacevolissimo stare accanto a lei e come al solito sarei rimasto giorni in quella situazione. Ma l’eccitazione era sempre la solita, e cioè pene in erezione al 50 %. Piacevolissime sensazioni ma scarsa erezione. Ricordo anche che durante il rapporto dal mio pene fuoriuscì una certa quantità del cosiddetto liquido lubrificante. Quando ad un certo punto lei mi disse: " non pensare male di me, ma vorrei tanto fare l’amore con te". Terrorizzato e imbarazzatissimo, riuscii a cavarmela spiegandole che non ero nella situazione ideale, perché ero innamorato di una altra ragazza ( pazzamente innamorato), perché ero stanco, perché ero preoccupato per un esame che non riuscivo a superare, ecc…. Lei capì. - Durante i giorni che la frequentavo, a casa mi masturbavo pensando a lei.Era molto carina, ma fumava troppo e quindi non era molto piacevole baciarla. Aveva un bel seno ma non mi piacevano i suoi capelli. Ma nelle mie fantasie masturbatorie ciò che mi preoccupava di più era il suo organo genitale. Insomma. Il fatto che io fossi innamoratissimo di un'altra ragazza, il fatto che lei fosse espertissima e io completamente inesperto, che di lei non mi piacesse l’alito e i suoi capelli, che era comunque fidanzata con un altro ragazzo, potevano essere motivi validi per la mia non soddisfacente (al 50 %) erezione? -
Purtroppo i veri motivi erano altri. E via al rammarico, via alla profonda delusione per una ennesima figuraccia, per un ennesima rinuncia a qualcosa che avrei fortemente voluto. Vorrei anche sottolineare come lei fosse una ragazza molto esperta in ambito sessuale, mentre io non lo ero. Anche questo comportava in me un certo disagio. Questa ragazza, come tutte le altre, &egrav