D.J. Michele
Ho 42 anni, sposato da 12, con due figli di 5 ed 11 anni.
Ho avuto una adolescenza/giovinezza piuttosto movimentata, sia sotto l'aspetto del divertimento(ho fatto parte della schiera dei "D.J. pionieri" delle radio private nel periodo fine anni '70 - fine anni ' 80) che sotto quello "sentimentale" (instabilità affettiva, con diversi cambi di partner e il tradimento come regola di vita, frequentazioni non sempre "ortodosse" e talvolta fonte di preoccupazione per la mia famiglia d'origine). I rapporti con mia madre e mio padre erano apparentemente sereni, ma in realtà soffrivo (inconsciamente, oggi posso dirlo.....) di un certo senso di colpa: sentivo il dovere di tranquillizzarli continuamente del mio operato quotidiano. Con l'iscrizione all'università i problemi si amplificarono, perchè dopo un ottimo avvio, rallentai il ritmo degli esami, "distratto" dalla vita un pò sregolata che continuavo a fare: ad un certo punto cominciai a meditare di abbandonare gli studi ed il senso di colpa mi provocò un momento di depressione. Per fortuna conobbi mia moglie (allora appena sedicenne e di sei anni più piccola di me) che mi dette stabilità: in tre anni bruciai le tappe, mi laureai e cominciai a lavorare nel mondo della ricerca, con grande soddisfazione. Tuttavia, la nostra relazione non era molto gradita ai miei genitori e, sebbene essi non mi manifestassero con chiarezza la loro contrarietà, percepivo, ancora una volta, la preoccupazione per una scelta che giudicavano superficiale e difficile: mia moglie aveva problemi in famiglia per un padre dalla personalità instabile e "mal considerato" nell'ambiente di provincia in cui vivevamo. Siamo arrivati al matrimonio dopo "un'estenuante" fidanzamento di 8 anni, caratterizzato da un grande amore e dedizione totale da parte sua, ma solo un tiepido affetto da parte mia, troppo confuso ed impegnato a cercare a tutti i costi il consenso dei miei genitori. Questo atteggiamento da parte mia non è mutato con il matrimonio mentre, anzi si è acuito, e mia moglie, con la nascita dei bambini, ha cominciato ad allontanarsi sempre più da me, a non riconoscermi più come punto di riferimento, a negarmi l’affetto.
La scelta dell'analisi è arrivata al termine di anni di pesanti conflitti, che ci hanno portati a divenire due nemici, in dissenso su tutto: in questo modo, pian piano, si diventa separati in casa, senza alcuna relazione sentimentale nè sessuale.
Mi sono gettato nel lavoro per andare avanti, ho cercato di soffocare le sofferenze per un matrimonio che andava morendo, senza mai guardarmi indietro ed attribuendo a mia moglie tutte le colpe della mia infelicità. Sul lavoro riuscivo a non pensare, ero sempre impegnato, avevo tanta gente che mi cercava e mi stimava: ci restavo anche dodici ore al giorno, mi riempivo sempre più di impegni. Ma il disagio covava sotto le ceneri, così un giorno sono “esploso”: decido di mollare tutto ed andare via. Contatto l'avvocato, tento una consensuale, lei tentenna, poi, su consiglio di un familiare faccio l'ultimo tentativo e, un pomeriggio, le dico: " vai in analisi, è l'ultima chance che ti concedo….".
Al primo appuntamento ci andiamo in due, ma solo perchè dovevo accompagnarla e concordare con l'analista il calendario delle sedute: ne usciamo con il consiglio di entrare in analisi entrambi, ma separatamente. Riluttante accetto, ma alla prima seduta vengo fulminato: "....hai mai portato un fiore a tua moglie?", mi sento dire. Mi crolla il mondo addosso!!!! Possibile che non l'abbia mai fatto? Eppure è proprio così: mi rendo conto di non avere mai dimostrato affetto, di essere sempre stato in posizione di attesa, abituato a ricevere e mai a dare.
Quella seduta non la scorderò per il resto dei miei anni: all'uscita ho pianto come un bambino ed ho capito quanto amassi mia moglie, quanto stupidi fossero i miei sensi di colpa, e quanto tempo avevo perduto. Ho rapidamente rivisto tutta la mia vita come in un film, ho sognato per diversi giorni il mio passato, ho letto i motivi del mio disagio, ho messo tutti i miei affetti al posto giusto: in cima c’è mia moglie, che amo e amerò per sempre.
Grazie di tutto Dr Burdi.