Dai fantasmi alla realtà
Da piccola ho sempre avuto un diario, adesso non più,
quindi considero Te, mio foglio come un diario ed un amico che in questo momento un po’ particolare
della mia vita, confido tutto quello che mi sta accadendo. Sono una ragazza molto triste, priva di vitalità,
vorrei l’affetto delle persone più vicine, ma vedo che tutto questo li rende irrequieti e
quindi vedendo tutto questo mi scoraggia, mi crolla il mondo addosso e naturalmente mi rattrista sempre di più.
Vorrei cambiare, voglio ritornare ad essere la ragazza di prima, piena di allegria, anche
se a dire il vero non lo sono mai stata, ma ero almeno piena di energia. In questo momento
ho paura di tutto e di tutti, ho persino paura dei farmaci, anche se pensandoci un po’ penso che
in questo momento mi stiano aiutando molto, almeno lo spero. Ho tanto bisogno di mio marito, lo ammiro molto,
in questo momento vedo in lui la persona che mi piò aiutare facendomi uscire da questo tunnel maledetto
ed anche perché con lui non ho mai vissuto una vita tutta nostra e piena di intimità.
Ho sbagliato tutto sin da piccola, perché ho sempre aiutato gli altri e data tutta me stessa,
senza pensare alla mia persona perché sono buona, generosa ed altruista, ma questo per me è
stato un fallimento, perché ho capito che gli altri anche chi pensi che in determinati
momenti li vorresti sentire vicini deviano il problema e li vedi assenti e scocciati. Alcune volte, a dire il vero,
non perché vorrei essere cattiva, ma vorrei tanto che anch’essi provassero un po’
questi momenti di debolezza e per me di terrore, perché vorrei far capire loro che vivere nella solitudine,
nella malinconia e soprattutto la PAURA di alcuni pensieri che ogni giorno assillano la mia mente è terrificante,
ti distrugge, anche se IO, voglio vincerla e abbatterla. Ho bisogno molto dei miei bambini, li amo molto ed alcune
volte li sento lontani da me, soprattutto la mia piccolina, ma poi pensandoci un po’ penso che essendo una
ragazzina ha bisogno della sua intimità e dei suoi coetanei. Ho sentita sempre vicina mia madre a cui voglio
tanto ma tanto bene, ma in questo momento sento che un’altra persona ha preso il mio posto e tutto questo
mi rende un po’ triste, ma penso che tutto questo passerà è solo un momento un po’
particolare della mia vita. Odio molta gente, soprattutto chi pensa di essere immune da ogni tipo di sofferenza,
tra cui la maledetta DEPRESSIONE. Intanto le ore, i giorni ed i mesi scorrono per gli altri velocemente, ma per me
sembrano un’eternità.Ho intrapreso da circa due mesi una psicoterapia individuale e di gruppo,
dove ho incontrato un bravo psicologo che con la sua dolcezza sta cercando di far ritornare la ragazzina
priva di allegria e di energia alla vitalità di un tempo; in quella di gruppo ci sono ragazzi
a cui voglio molto bene con quasi i miei stessi problemi e questo mi aiuta molto a capire che tutti abbiamo
dei momenti di debolezza e che insieme riusciremo ad abbattere, almeno per ME, innanzitutto le paure dei fantasmi
da cui scappo, della gente di uscire e trovarmi con gli altri e di molti altri tabù che assillano la mia mente,
insomma voglio abbattere quel maledetto muro che mi separa dalla realtà; ci riuscirò ne sono convinta .
Anche se è passato molto tempo continuo a prendere i farmaci con molta fatica, ma sono assidua perché
penso che in questo momento mi facciano star bene almeno un po’, ma torna in ME sempre il pensiero di non
prenderli più perché mi tormentano mettendomi tanta malinconia.Intanto è trascorsa l’estate,
continuo sempre con costanza le mie sedute psicologiche e pian piano ho scoperto che rivedendo
il passato che sta ritornando alla realtà l’E. di un tempo; perché svaniscono i miei pensieri,
i miei tabù, riprendendo rapporti molto belli con tutti quelli che mi assillavano e volevano
gestire la mia personalità perché ora sono “io” che imposto la mia vita ed
il rapporto con gli altri. Le gioie più grandi che sento in me sono soprattutto quello di sentirmi
nuovamente mamma, perché i miei bambini avendo un affetto pieno di vitalità della loro mamma
si sono riavvicinati mi sentono più vicina, e vogliono da me protezione, prima questo negli ultimi 3 anni
lo avevano dimenticato; l’altra gioia immensa è di aver abbandonato i farmaci,
quindi ora sono “IO”. Nel mio primo incontro con il dottore è rimasta impressa
nei miei pensieri una frase ricca di emozioni, tristezza e di speranza ed è: “DOTTORE ,
CE LA FARO'”? ed il dottore ripetutamente mi tranquillizzava. Ora ricordo e rido di gioia.