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Studio di Psicologia e Psicoterapia (logo)


Contenuti centrali

Problemi di coppia
Qui di seguito troverai alcuni racconti.

Anselmo ( Se c' un' altra ? )


CARO DOTT.BURDI MI AIUTI A SCOPRIRE LE MIE DINAMICHE IRRISOLTE,PERCHE IO STO SOFFRENDO COSI TANTO ,PUR AVENDO DECISO CON CHI STARE? PENSO A QUELLA DONNA 24 ORE SU 24. MI SENTO DEPRESSO SENZA DI LEI.LA IMMAGINO AVVINGHIATA AD UN'ALTRO UOMO, CHE CI FA L'AMORE. CHE GLI DICE "TIAMO",CHE LO ABBRACCIA E CHE INSIEME CONTEMPLANO TRAMONTI COME TANTE OLTE HA FATTO CON ME.E IO MI CONSUMO NEL DOLORE,FINO A SFINIRMI. MI MANCA IL DOMINIO SESSUALE CHE HO SEMPRE AVUTO SU DI LEI. E' IMPOSSIBILE DIMENTICARLA....ABITA A 10 MT DA CASA MIA.LA VEDO ALMENO 3 VOLTE AL GIORNO.LA MIA NECESSITA' E' DI AVERLA PER QUALCHE ORA,MANGIARE UNA PIZZA.FARCI L'AMORE,FARMI RIEMPRE DI COCCOLE E RIPORTARLA A CASA SUA,PER POI IO TORNARE DALLA MIA FAMIGLIA. LEI INVECE VORREBBE, O MEGLIO HA SEMPRE VOLUTO CHE ANDASSIMO VIA INSIEME,ABBANDONANDO LE RISPETTIVE FAMIGLIE,PER POTER STARE SEMPRE INSIEME E COSTRUIRE QUALCOSA CON ME, ADDIRITTURA UN FIGLIO... CARO DOTT. BURDI STO VIVENDO DELLE VERE CRISI DI ASTINENZA! MI MANCA COME LA DOSE DI ALCOL PER GLI ALCOLISTI. SE ORA POTESSI AVERLA QUA MI FAREI UNA SBORNIA DI LEI FINO A SFINIRCI. CREDO DI ESSERE DIVENTATO UN SESSODIPENDENTE DI LEI.. SOLO DI LEI!!! TEMPO FA DOPO UNA LITE PER CUI NON LA INCONTRAVO DA 3 MESI, HO PENSATO DI MASCHERARMI ATTENDERLA IN QUALCHE STRADINA E VIOLENTARLA, SENZA PERO MAI FARLO!!!( SOLO PENSATO) MI AIUTI DOTT. BURDI, MI SLEGHI, MI SVINCOLI DA QUESTO RAPPORTO,MI TENGA PER MANO FINO AD OLTREPASSARE LA SOGLIA MASSIMA DEL DOLORE CHE SO DI INCONTRARE IN QUESTO PERCORSO,MI SENTO MOLTO MOLTO VULNERABILE DIFRONTE A QUESTO SENTIMENTO CHE FORSE HA ORMAI POCO DELL'AMORE.. VERO, MA GIA' TANTE OMBRE DELLA MORTE. LEI E' IL MIO PUNTO DI RIFERIMENTO. CON STIMA SINCERA ANSELMO

 
 

D.J. Michele


Ho 42 anni, sposato da 12, con due figli di 5 ed 11 anni.
Ho avuto una adolescenza/giovinezza piuttosto movimentata, sia sotto l'aspetto del divertimento (ho fatto parte della schiera dei "D.J. pionieri" delle radio private nel periodo fine anni '70 - fine anni ' 80) che sotto quello "sentimentale" (instabilità affettiva, con diversi cambi di partner e il tradimento come regola di vita, frequentazioni non sempre "ortodosse" e talvolta fonte di preoccupazione per la mia famiglia d'origine). I rapporti con mia madre e mio padre erano apparentemente sereni, ma in realtà soffrivo (inconsciamente, oggi posso dirlo...) di un certo senso di colpa: sentivo il dovere di tranquillizzarli continuamente del mio operato quotidiano.
Con l'iscrizione all'università i problemi si amplificarono, perchè dopo un ottimo avvio, rallentai il ritmo degli esami, "distratto" dalla vita un pò sregolata che continuavo a fare: ad un certo punto cominciai a meditare di abbandonare gli studi ed il senso di colpa mi provocò un momento di depressione.
Per fortuna conobbi mia moglie (allora appena sedicenne e di sei anni più piccola di me) che mi dette stabilità: in tre anni bruciai le tappe, mi laureai e cominciai a lavorare nel mondo della ricerca, con grande soddisfazione. Tuttavia, la nostra relazione non era molto gradita ai miei genitori e, sebbene essi non mi manifestassero con chiarezza la loro contrarietà, percepivo, ancora una volta, la preoccupazione per una scelta che giudicavano superficiale e difficile: mia moglie aveva problemi in famiglia per un padre dalla personalità instabile e "mal considerato" nell'ambiente di provincia in cui vivevamo.
Siamo arrivati al matrimonio dopo "un'estenuante" fidanzamento di 8 anni, caratterizzato da un grande amore e dedizione totale da parte sua, ma solo un tiepido affetto da parte mia, troppo confuso ed impegnato a cercare a tutti i costi il consenso dei miei genitori. Questo atteggiamento da parte mia non è mutato con il matrimonio mentre, anzi si è acuito, e mia moglie, con la nascita dei bambini, ha cominciato ad allontanarsi sempre più da me, a non riconoscermi più come punto di riferimento, a negarmi l’affetto.
La scelta dell'analisi è arrivata al termine di anni di pesanti conflitti, che ci hanno portati a divenire due nemici, in dissenso su tutto: in questo modo, pian piano, si diventa separati in casa, senza alcuna relazione sentimentale nè sessuale.
Mi sono gettato nel lavoro per andare avanti, ho cercato di soffocare le sofferenze per un matrimonio che andava morendo, senza mai guardarmi indietro ed attribuendo a mia moglie tutte le colpe della mia infelicità.
Sul lavoro riuscivo a non pensare, ero sempre impegnato, avevo tanta gente che mi cercava e mi stimava: ci restavo anche dodici ore al giorno, mi riempivo sempre più di impegni. Ma il disagio covava sotto le ceneri, così un giorno sono “esploso”: decido di mollare tutto ed andare via. Contatto l'avvocato, tento una consensuale, lei tentenna, poi, su consiglio di un familiare faccio l'ultimo tentativo e, un pomeriggio, le dico: " vai in analisi, è l'ultima chance che ti concedo…".
Al primo appuntamento ci andiamo in due, ma solo perchè dovevo accompagnarla e concordare con l'analista il calendario delle sedute: ne usciamo con il consiglio di entrare in analisi entrambi, ma separatamente. Riluttante accetto, ma alla prima seduta vengo fulminato: "...hai mai portato un fiore a tua moglie?", mi sento dire.
Mi crolla il mondo addosso!!!! Possibile che non l'abbia mai fatto? Eppure è proprio così: mi rendo conto di non avere mai dimostrato affetto, di essere sempre stato in posizione di attesa, abituato a ricevere e mai a dare.
Quella seduta non la scorderò per il resto dei miei anni: all'uscita ho pianto come un bambino ed ho capito quanto amassi mia moglie, quanto stupidi fossero i miei sensi di colpa, e quanto tempo avevo perduto. Ho rapidamente rivisto tutta la mia vita come in un film, ho sognato per diversi giorni il mio passato, ho letto i motivi del mio disagio, ho messo tutti i miei affetti al posto giusto: in cima c’è mia moglie, che amo e amerò per sempre.
Grazie di tutto Dr. Burdi

 
 

Gent. Dott. Burdi,


Mi chiamo Davide ho 25 anni ed ho una bellissima ed intensissima storia d'amore con una ragazza di 23 anni alla quale tengo moltissimo.
Tuttavia vi e' un problema che mi affligge, ovvero la mia gelosia che lei definisce "paranoia".
Quest'ultima è dovuta dal fatto che lei ha avuto molti partners, e che tuttora sente alcuni di questi, nonostante a me dia fastidio.
Queste sono due cose che mi feriscono parecchio, in quanto ci tengo moltissimo, ma lei forse non riesce a capirlo, (nonostante abbia fatto degli sforzi per venirmi incontro) e mi definisce "paranoico", io per amor suo non dico niente ma dentro di me ci sto davvero male perchè mi sento incompreso (fisicamente intendo, con crisi di nervoso e dolori di stomaco).
Sono io davvero paranoico? Cosa posso fare per poter guarire da questa mia fobia?
Grazie per la sua cortese attenzione e per il suo aiuto.
Davide.
 
 

mi chiamo *****


Buongiorno, mi chiamo *****, sono di Modugno ed ho 43 anni. Mi permetto di disturbarla, in quanto desidererei tanto salvare il mio matrimonio che dura, tra alti a bassi da circa 15 anni. D'accordo con mia moglie abbiamo deciso di sottoporci a sedute con un professionista nel campo.
Abbiamo una sola figlia di 14 anni. Gradirei cortesemente sapere se Lei si interessa di problemi di coppia ed eventualmente se può aiutarci con sedute su appuntamento. La ringrazio.

Salve, se puo' interessarLa, mi interesso da oltre 15 anni di problematiche
inerenti i conflitti di coppia. Se vuole fissare un appuntamento, mi deve contattare
telefonicamente, Saluti, Dr. Burdi.

 
 

Carissimo Dr. Burdi,


Io ho grande difficoltà ad accettare i distacchi. Prima quello di *****, ora quello di ***, che mi ha chiesto di non chiamarla più. Pur non essendo innamorato di lei, ne sono certo, trovo molto dolorosa e difficile da affrontare la separazione. E' una cosa che non riesco ad accettare. Penso molto a Paola in questi giorni. Mi manca e avrei voglia di chiamarla. È solo per una forma di rispetto nei suoi confronti che non lo faccio. Certo, è dura perdere le stampelle psicologiche. Ormai, credo che non me ne siano rimaste molte. Quelle che ancora ho, lei, Dottore, le conosce meglio di me.
Perdoni questa mail, ma sto attraversando, credo, un periodo di transizione e, dunque, molto difficile. Solitudine e tristezza mi attanagliano ma, per la prima volta, sento reale la possibilità di guarire. Anche se ci vorrà ancora del tempo. E' una possibilità che non mi voglio lasciare sfuggire.
Anche se mi ci vorrà tanta fatica e sopratutto tanto coraggio.
Un abbraccio.

Carissimo
ancora per un po'...
lascia che Paola non ti chiami per altri giorni o meglio per settimane, e magari la chiami tu, e lei... si lascia addesiderare e piano piano ti respinge, allora .... è fatta.
Ti accorgeresti tutto all'improvviso di amarla come non mai.
Tenteresti il tutto per tutto per riconquistarla.
Perderesti ogni forma di cognizione e di ragionevolezza.
Ti renderesti conto che davvero Paola era la donna della tua vita e non te ne eri neanche accorto.
In tal senso realizzeresti tutto da solo la tua storia, una sorta di auto-innamoramento.
Come un tempo... per una certa Tiziana. Un protocollo che si ripete.
Se c'è allora un protocollo, le donne non centrano, o meglio centa comunque LA DONNA...
LA MAMMA che segna l'interessato con una schema illogico preciso. che si ripete da 1 anno da 10, chissà dal bimbo ad oggi... da quando ha assaporato il significato della perdita. Un amore negato. Quando te lo l'avrebbe mai negato? Certamente non Tiziana, non Paola...
... le donne loro... non centrano, quando"ho" in termini di presenza, tutto ha poco senso. Quando mi si sottrae, cado nell'angoscia tutto diviene, fondamentale come non mai...
dr burdi

 
 

Perfetta ma con l'ansia


Mi chiamo Gxxxxxx, abito a Rxxxxxx , ho 43 anni e lavoro in una piccola società informatica. E' ormai da anni che soffro di ansia, palpitazioni cardiache, tremori, gola secca ed eccessiva preoccupazione per tutto quello che mi succede. Questo tipo di sensazioni sono presenti per la maggior parte del tempo della mia giornata. E' come se stessi continuamente in allerta per... non so bene che cosa. Sono costantemente preoccupata per la salute di mia madre (che però a pensarci bene sta meglio di me). Penso poi che mio marito mi possa tradire e di non essere all'altezza come mamma nei confronti dei miei due figli. A volte mi capita di dover lasciare il lavoro perché il mio malessere diventa intollerabile... ma ogni volta diventa sempre più difficile doversi inventare una scusa adeguata. A causa del mio nervosismo ultimamente ho poi fortemente ristretto i miei contatti sociali. Mio marito non mi capisce e questo causa continui litigi tra di noi, anche perchè tendo a nascondergli i miei sintomi e a cercare di apparire ai suoi occhi come "perfetta". Fino a quando riuscirò a resistere?
 
 

Sentimento di allarme


La mia storia con l'ansia è iniziata non so bene quando. Sono laureata in Lingue, ho 27 anni e sono alla ricerca del mio primo lavoro. La mia ansia si manifesta con un costante nervosismo e sentimento di allarme.
Ho consultato molti medici per i miei sintomi, ma non sono mai riuscita a trovare una soluzione per risolverli in maniera definitiva. Le mie amiche sanno ormai come sono fatta e forse non fanno più attenzione ai miei modi di fare. Il mio costante nervosismo non mi ha però permesso finora di trovare un partner stabile. Le mie storie non sono infatti mai durate più di un mese! Penso poi che la mia ansia sia la causa del mio insuccesso nel trovare un posto di lavoro. Hanno trovato lavoro nella maggioranza dei casi solo le mie colleghe che avevano un buon concetto di sé, ed erano in grado di dimostrare durante il colloquio di selezione una sicurezza che io non riuscirò mai ad avere.
Ho ormai preso consapevolezza che sarò una fallita per tutta la vita.
 
 

La mia ansia è normale o patologica?


Nel mese di agosto ho vissuto un'esperienza per me molto drammatica. Ho confessato infatti alla mia ragazza una cosa fatta all'inizio della nostra relazione, che dura da due anni. Una volta chiarito tutto e sicuro che il nostro rapporto fosse rimasto come prima, sono stato però colpito da una insopportabile ansia che mi attanaglia tutto il giorno, che mi impedisce di godermi dei momenti splendidi con lei e che quindi mi fa star male.
Sono a volte colpito da attacchi di panico violenti, che mi terrorizzano, nei quali mi sembra di doverla lasciare. Nel passato mi ero sempre considerato un ragazzo sicuro e in grado di far fronte a mille difficoltà, ma ultimamente mi sono invece accorto di essere fragile come non mai e di avere mille paure.
C'è comunque da considerare che prima di questa crisi ho dovuto sopportare altri stress fisici e emotivi (il ricovero di mio padre in ospedale e un carico di lavoro enorme).
A questo punto la mia paura più grossa è che ho paura di non ritornare ad essere il ragazzo spensierato e allegro di prima (mi rendo conto di quanto la mia vita sia perfetta, non mi manca niente, ma non riesco ad assaporarla come vorrei). Sto facendo uso di prodotti omeopatici che mi aiutano, ma alla fine mi accorgo di rimanere sempre così.
Certamente sono stressato e stanco, ma mi chiedo quando potrò tornare quello di sempre e questo..... mi spaventa.
Ho letto che l'ansia è normale se dura 15 giorni, non vorrei che la mia fosse diventata patologica.
 
 

E' ansia?


Innanzitutto complimenti per questo servizio e per il modo assolutamente utile in cui è organizzato.Non so se la mia esperienza possa essere collegata a fenomeni di ansia o crisi di panico, ma sono alla ricerca disperata di una risposta al mio stato di malessere.Più di due settimane fa sono stato colpito da una sorta di raffreddamento, avevo fatto una lunga corsa al freddo ed il giorno dopo mi sono svegliato "rintronito" e mi è salita la febbre. Sono comunque andato al lavoro, che avevo appena iniziato da circa una settimana. Il pomeriggio ho avuto dei giramenti, stavo quasi per svenire. I giorni seguenti sono andato ancora al lavoro, pur mantenendo 2 o 3 linee di febbre.Mi sentivo comunque sempre stanco ed affaticato, con la testa "rintronita".Il week-end non è stato di sollievo e neppure di riposo, visto che ho continuato a comportarmi come se nulla fosse. Domenica ero a passeggio per la mia città con alcuni amici, in occasione di una manifestazione che attira molta gente e verso sera un mio amico ebbe uno svenimento a cui assistetti. Ricominciai allora a sentire quelle vertigini, giramenti che avevo avuto nei giorni scorsi, il mio amico si rimise, ma fui io a sentirmi male. Fui portato ad un posto medico organizzato per la manifestazione, ebbi un forte calo di pressione 60/100, brividi, tremori, mi risalì la febbre che nei giorni precedenti e quella stessa domenica era scomparsa, a 37.5, fui portato anche in ospedale per degli accertamenti ma non riscontrarono nulla...dissero che era stato l'innalzamento della febbre. Nei giorni seguenti rimasi a casa, mi sentivo debole, senza forze, affaticato. Mercoledì prima di mangiare si ripresentò lo stesso fenomeno: giramenti, assenza di forza, una sensazione forte, come se stessi per morire, esattamente come quella di domenica, non potevo stare in piedi o disteso, ma solo seduto e rannicchiato, tutto attorno mi dava fastidio. Mi portarono nuovamente all'ospedale dove fui ricoverato per tre giorni. Mi fecero tutta una serie di accertamenti: esami del sangue, urine, urocultura, encefalogramma e visita neurologica, tampone faringeo, raggi al torace, tutti con esito negativo, se non per un livello un po' elevato di colesterolo. Durante il ricovero mi riscontrarono anche un innalzamento della pressione 150/100.Da quel mercoledì della seconda crisi ho i seguenti sintomi: febbre, sparisce la sera, quando scende a 36.8 o meno, mi sveglio con 36.8 e poi sale fino a toccare nel pomeriggio il massimo a 37.3 - 4, costante mal di testa, anche se più che un dolore è uno stato particolare, o sul lato destro del cranio, o sulle tempie, problemi con la vista, affaticamento, mancanza di forze, problemi con le mani, che sono come anchilosate, poco appetito e occhiaie segnate. dottori continuano a parlare di una sospetta virosi ma i risultati sono sempre negativi.Per fare un quadro completo sottolineo che ho appena iniziato a lavorare, ho 26 anni e sono laureato, anche se per il momento stavo seguendo un corso di formazione, che tra l'alto mi interessava, mi trovavo bene con i colleghi, ero molto motivato. Durante questi giorni ho provato degli attacchi di ansia, anche durante l'elettroencefalogramma; ora ho paura che quegli attacchi possono ripetersi, temo ad uscire da solo, ad andare in macchina, a fare una vita normale, sentivo che questa paura saliva e ho cercato di uscire un po', di fare piccole passeggiate, durante le quali ero assalito da paure e timori, e piccoli giramenti insieme a debolezze.. Comunque si tratta di uno stato di malessere continuo, di debolezza, febbre e mal di testa continuo a cui poi si aggiungono queste paure, ansie ed altri inizi di attacchi che però credo di aver imparato a riconoscere e che riesco, seppure a fatica, in qualche modo a limitare, solo perché sono in casa e posso rilassarmi e tranquillizzarmi. Sono sempre stato un ragazzo piuttosto ansioso e faccio sempre gesti ripetitivi di tipo scaramantico, quando ero più piccolo erano molto numerosi, ma anche oggi ne faccio molti, controllo sempre mille volte certe cose, devo toccare questo e quello in un certo modo altrimenti mi sento che qualcosa di brutto possa capitarmi, e altre cose di questo tipo; però non avevo mai avuto degli attacchi d'ansia così, anche se talvolta ho paura dei luoghi chiusi, di certe situazioni, ma riesco a reagire abbastanza rapidamente. Non sono ancora riuscito a dare una spiegazione a questo mio stato cronico di affaticamento, mal di testa, febbre e timori.
 
 

Che può essere?


Questa mail giunge alla fine di un travagliato periodo che oramai non so più neanche da quanto tempo duri....forse anni. Ho 25 anni e sto attraversando un periodo di forte instabilità di cui non riconosco la causa principale , so soltanto che mi inizia ad essere difficile comprendere il perché della mia vita e sinceramente non capisco neppure perché sto scrivendo. Attraverso nell'arco della giornata periodi di euforia e depressione nell'arco di poche ore...di solito il periodo peggiore e' tra le 16 e le 19 e miglioro poi durante la serata. Non dormo se non a notte tarda, quando stare svegli e' fisicamente impossibile. Studio legge e faccio una vita apparentemente normale, ma questo vita apparente e' opposta alla mia condizione interiore, mi trovo nell'impossibilità di fare delle scelte.... che rifuggo dal fare in ogni campo. Ho avuto 2 crisi tachicardiache forti che mi hanno portato al pronto soccorso.....sto male e mi vergogno di dire ai miei che forse avrei bisogno di un aiuto psicoterapeutico......So solo che a volte penso di scoppiare. E' ansia? Depressione? O semplicemente un male causato dalla mia mente?
 
 

Per fortuna che ho preso anche dal papà


Salve,mi chiamo xxxxxxx e penso di essere una persona profondamente ansiosa, anche se ho combattuto in tutti i modi le mie insicurezze, in parte con successo.
Esteriormente non si vede quanto a volte mi agito in situazioni che possono mettere in discussione la mia autostima, ma se devo parlare in pubblico o vengo valutata mi sento quasi mancare, ho palpitazioni e comunque sudo molto. In generale anche se ho sempre cercato di rimanere rilassata e di riflettere razionalmente su quanto alcune cose sembrino minacciare il mio valore, nonostante i miei successi e tutte le prove che ho a conferma della mia intelligenza... il mio corpo è sempre stato ansioso: brontolii dello stomaco e sudorazione frequente, cose notevolmente imbarazzanti, che sicuramente sono solo in minima parte fisiologiche, perché quando sono serena non si verificano. Certamente mia madre con la sua "tattica dell'annullamento" ha i suoi meriti. Io non sono mai abbastanza brava o bella... anche se comunque con le amiche mi dipinge come la migliore delle figlie e mi ha sempre difesa... con gli altri. Lei invece e' bravissima, "plurilaureata" (cioe' lei sa sempre tutto e ha sempre ragione...) e nevrotica, incapace di tollerare la benché minima frustrazione e spesso depressa... giorni di divano a oltranza! Fortunatamente però ho preso anche dal papà!
 
 

Minimizzano la situazione e ciò mi fa agitare ancora di più


Mi presento: mi chiamo xxxxxxxx, ho 31 anni, sposata con una bimba di 18 mesi (allattata fino a 15 mesi), casalinga forzata, grassa e pigra.
Il mio problema è per me infinitamente grande, in quanto da dicembre sto convivendo con dei sintomi che associo all'ansia e non ho ancora parlato con uno specialista.
Due episodi sono stati piuttosto gravi, visto che sono andata al Pronto Soccorso, ma purtroppo poco considerati dagli operatori del momento.
In tali situazioni comincio ad avere freddo, caldo, caldo e freddo, poi tachicardia e fame d'aria, riesco a reagire per le prime due o tre ore, ma poi basta un piccolo elemento scatenante per cominciare a sentire formicolio alle dita delle mani e dei piedi, poi fino all'avambraccio e al ginocchio, infine non riesco quasi più a respirare e sento una forte oppressione toracica (come se fossi chiusa in una morsa).
La cura da parte del personale del P.S. è stata quella di farmi respirare in un sacchetto e di somministrarmi un calmante.
Il problema però è restato, perché finito l'effetto del calmante, mi sono rimasti una forte spossatezza, dei dolori muscolari e un forte mal di testa per qualche giorno.
Non mi posso poi permettere di avere altre crisi, visto che devo accudire anche una bambina piuttosto vivace. Non posso quindi star male di nuovo ed essere considerata una stupida perché non riesco a controllarmi.
Nel mio caso, il detto "nessuno mi capisce" è abbastanza vero. Anche se io parlo con i miei familiari dei miei problemi, la situazione, da parte loro, viene sempre minimizzata e ciò mi fa agitare ancora di più...
 
 

Disturbi generali di carattere nervoso


Mi chiamo xxxxx, ho 25 anni e studio Economia e Commercio. Nel 1999 ho sostenuto 8 esami con votazione media di 29, ma da allora ho cominciato ad accusare dei disturbi generali di carattere nervoso: stati d'ansia morbosi ed ingiustificati, stimolo continuo a deglutire, disturbi del sonno, etc. In un primo momento ho preso sotto gamba il problema, ma le cose peggioravano. Da premettere che pratico sport (body building), quindi in palestra riesco a scaricare la tensione accumulata nei periodi di studio intenso e questo mi aiuta molto, ma non risolve il problema.
Allora ho pensato si trattasse di una carenza di vitamine, cos ho cominciato a farne uso, anche se a bassi dosaggi, inoltre ho fatto uso di ansiolitici e di sedativi naturali. Da premettere che riesco a lenire questi disturbi SOLAMENTE associando una continua attivit sportiva ad un'integrazione alimentare a base, appunto, di vitamine. Ma la cosa preoccupante che ora accuso i disturbi su citati a prescindere dallo studio, quindi, anche in periodi di tranquillit e spensieratezza, (ad es. in estate)...
 
 

Ansia e attacchi di panico


Innanzitutto grazie di esistere. Ho installato internet da pochissimo; ANSIA e' stata la prima cosa che ho cercato in internet. Trovarvi in maniera cosi massiccia mi ha dato tanto aiuto. Penso di soffrire di questo disturbo da circa 2 anni. Tutto e' cominciato un giorno mentre tornavo da lavoro. Ero alla guida del furgone della ditta,quando ad un tratto, ho sentito un' onda che mi saliva dai piedi fino ad arrivare in testa, scatenando in me un irrequietezza incontrollabile. Non capivo più nulla, il cuore mi batteva velocissimo, la saliva era sparita.Non mancava molta strada per arrivare in ufficio, ma i bar e le fontanelle esistenti nei paraggi, penso di averli visitati tutti, soltanto per cercare di godere di un attimo di tranquillità.Arrivato (non so come) in ufficio, mi feci accompagnare al pronto soccorso. Mi diagnosticarono un po' di stress accumulato per colpa della cattiva alimentazione e il fumo.Dentro di me sapevo bene che non era questo; mi convinsi del contrario e me ne andai. Poi gli stati di malessere furono sempre più presenti e gli attacchi di panico sempre più frequenti. Cercai di circoscrivere le mie uscite non più lontano del mio quartiere perché (non so perché) mi sentivo più sicuro.Il lavoro però mi portava lontano e allora le visite al pronto soccorso aumentarono. Elettrocardiogramma,analisi e dimesso. All'ennesimo ricovero di un ennesimo ospedale, il dottore mi disse di iniziare un trattamento psicoterapeutico e farmacologico. Non sapevo più come giustificarmi al lavoro (il rendimento era diventato molto basso)così mi licenziai per fare un favore a tutti e due (a me e al datore di lavoro). Successivamente, mi ricordo che dormivo facilmente e quando ero sveglio, ero molto calmo....troppo. Non trovai più la voglia di tornare dallo specialista e decisi di interrompere la terapia un po' alla volta, come nei consigli che si possono leggere nel foglio degli ansiolitici. Ora percorro lunghi tragitti in macchina (nella mia citta'),ma devo portarmi sempre le pasticche con me.GUAI se non le avessi! Mi e' anche capitato di fare un viaggio con un mio amico; sono stato malissimo e sempre con dei disturbi fisici (salivazione azzerata difficoltà nel respirare ecc..)altro che vacanza.....Mi sento un ansioso al cubo...
 
 

Ansia e panico


Sono una ragazza di 31 anni, laureata in lingue, impiegata da 5 anni come segretaria in una grande società.
Vivo con i miei (ancora per poco... perché in Aprile andrò a vivere da sola).
Soffro di disturbi di ansia e ho trovato il vostro sito, così mi sono decisa a scrivervi. All'inizio, circa 5 anni fa, non davo molto peso a queste manifestazioni perché le associavo a circostanze e dicevo "poi passa..." Il problema è che i disturbi non sono passati... si sono modificati, questo sì , ma il problema resta.
Dunque, i primi sintomi, se mi ricordo bene, erano senso di oppressione allo stomaco e "fame d'aria".. tanto che non riuscivo a dormire per intere notti. Poi il tutto durava per qualche settimana... una notte addirittura mi si è addormentata una gamba!... non la sentivo più e questo mi spaventò molto.Scappavo di corsa al bagno "dalla paura".
Per un periodo non mi allontanavo di casa per viaggi con gli amici perché avevo questa paura: se non riuscivo a mangiare qualcosa quando avevo fame, mi prendevano attacchi di ansia e anche di panico!
Ma ancora non sapevo che si trattava di ansia e quindi la cosa mi spaventava molto. Ora lo so e ci scherzo anche su, non ho più gli attacchi violenti di una volta e so riconoscere il "mostro" quando si avvicina, riesco un po' a domarlo... ma non mi basta, io vorrei guarire totalmente perché ho paura di peggiorare e andare incontro a qualcosa di irreparabile. Non ho mai preso nulla se non tisane o camomille... in compenso riesco a parlare molto anche con i miei... che adesso capiscono. Leggendo qua e la i sintomi, me li ritrovo tutti... solo che alterno stati di benessere con stati di ansia, e questo mi spiazza , quasi che mi illudo che passi tutto e invece...