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La psicanalisi ad indirizzo kleniano


Già abbiamo visto come M.Klein abbia sviluppato la teoria psicoanalitica di Freud. Dovendo in questa sede fare alcune considerazioni sulla tecnica psicoterapica di tipo kleiniano, occorre tenere presente che il pensiero della Klein è stato, a sua volta, sviluppato e modificato da W. Bion della cui teoria ne parleremo da H. Rosenfeld, da E. Bick, da D. Meltzer e da altri, per cui è assai probabili che lo psicoterapeuta kleiniano faccia riferimento contemporaneamente, nel suo lavoro, a qualcuno deglia autori citati.
Il terapeuta junghiano, ad esempio, può fare riferimento ai lavori di E. Neumann, di J. Hilmann, di M. Trevi, quello freudiano a qualcuno dei moltissimi che, pur definendosi ortodossi, hanno portato qualcosa di personale nella teoria e nella pratica della psicoanalisi di Freud, e così via.
Normalmente anche il terapeuta kleiniano pratica una psicoterapia individuale, soprattutto con bambini, non escludendo, tuttavia, le persone adulte.
Vedremo come W. Bionn, invece, abbia lavorato molto nell’applicazione della psicoanalisi allo studio e al trattamento dei gruppi; per questo oggi non pochi terapeuti ad indirizzo kleiniano, soprattutto nell’America del Sud, lavorano prevalentemente con gruppi.
Il modello psicoanalitico kleiniano distingue nella personalità del soggetto una struttura adulta e una struttura infantile.
La prima è caratterizzata da una realtà oggettuale interna che mostra, nei singoli individui, un diverso grado di maturazione e di integrazione, frutto delle varie esperienze di vita via via maturate.
La seconda è strettamente collegata alla realtà fisica e ai suoi bisogni, che scatenano invidia, gelosia e possessività e che tendono a danneggiare la realtà oggettuale presente nella mente adulta.
Lo psicoterapeuta kleiniano procede, dapprima, al contenimento dell’azione della struttura infantile, che tende a danneggiare la realtà oggettuale adulta, e, successivamente, ad arricchire questa realtà per rinforzare e valorizzare le parti più mature e responsabili della personalità.
La ricerca condotta da M. Klein sulla realtà infantile e sui fenomeni che caratterizzano soprattutto le due posizioni che riguardano il primo periodo della vita, quella schizoide paranoie e quella depressiva, come l’invidia, la scissione, l’identificazione proiettiva, il lavoro degli autori, che abbiamo citato sopra, sugli stati confusionali di tipo psicotico e sui disturbi del pensiero, hanno consentito di allargare il campo dell’azione terapeutica di tipo psicoanalitico alle situazioni più gravi e difficili, che scaturiscono da realtà psicotiche.
Lo psicoterapeuta kleiniano lavora, come abbiamo detto, con bambini anche molto piccoli e, spesso, con adolescenti. La psicoanalisi infantile era considerata dalla stessa klein uno strumento importante per combattere le forme psicopatologiche che possono insorgere nella prima metà della vita, ma anche per prevenire i disturbi dell’adulto.
La tecnica terapeutica adotta per il trattamento dei disturbi infantili si basa, come sappiamo, sul gioco, a differenza di quella tradizionale, che si serve invece della parola.