L’analisi transazionale
Si tratta di una psicoterapia che viene applicata anche al singolo individuo e alla coppia, oltre che al gruppo.
La tecnica è stata fondata da Eric Berne, uno psichiatra americano che studiò le modalità
di cui le persone si servono per interagire e per comunicare tra di loro.
Egli analizzò in particolare i cosiddetti “giochi”, cioè quei modelli di interazione che
solitamente le persone usano senza rendersi conto dei loro effetti, non sempre positivi.
Berne teorizzò che i “giochi”, le transizioni e altre caratteristiche della persona e del suo
comportamento sono il risultato delle esperienze maturate nella prima infanzia, che producono un “copione”
che la stessa persona poi usa senza esserne consapevole.
L’analisi transizionale intende quindi portare i pazienti a realizzare un “contratto di autonomia”,
che significa un reale cambiamento inteso come rinuncia al “copione”.
All’interno del gruppo a cui viene indirizzata l’azione psicoterapica, si dà molto spazio alla
comunicazione verbale, ma anche a quella non verbale, come la mimica, il contatto fisico, i vari atteggiamenti, che
vengono considerati delle vere e proprie transizioni tra i veri componenti il gruppo e che devono essere quindi,
a loro volta, oggetto di analisi.