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Le psicoterapie dette “di sostegno”


Gli approcci psicoterapici che abbiamo fin ora considerato possiedono tutti una loro precisa matrice teorica e un loro assetto metodologico orientato a fare della terapia un’occasione,per il paziente di cambiamento.
La psicoterapia di sostegno non possiede niente di tutto questo,per cui definirla in modo chiaro ed equivocabile è sicuramente ardua impresa.
Si dice solitamente, prendendo la questione molto alla larga, che si tratta di un supporto di tipo emotivo che il terapeuta fornisce al paziente che si trova in un particolare momento di difficoltà e che ha solamente bisogno che qualcuno gli dia una mano proprio in quel momento, senza, per questo, mettere in atto tecniche particolare.
L’aiuto viene allora dato attraverso dei consigli e il terapeuta diventa la guida, il faro a cui il paziente fa riferimento, più o meno ciecamente.
Non si tratta quindi di una psicoterapia vera e propria, proprio perché non punta al cambiamento,quanto piuttosto all’adattamento, ma che può essere comunque utile, in quanto il soggetto ha la possibilità di trovare chi,esperto in problemi della psiche, garantisce l’ ascolto, magari anche su temi e questioni che vanno al di là dei normali compiti tecnici.
La terapia di sostegno,insomma, può essere utile nelle situazioni di emergenza psicologica o quando, per fattori che riguardano il soggetto che richiede aiuto, non sia possibile attivare un trattamento psicologico vero e proprio. Si pensi, ad es. alle persone anziane,che,non avendo la possibilità di trarre giovamento da un azione psicoterapica come normalmente viene attuata, hanno spesso bisogno di trovare presso qualcuno l’aiuto che consenta loro di mantenersi, per quanto è possibile, psicologicamente sani,superando inevitabili difficoltà o momenti particolarmente difficili.
È bene, dal nostro punto di vista che questo qualcuno sia comunque uno psicoterapeuta professionista, il solo che, possedendo conoscenze ed esperienza adeguata, può porsi alla guida di situazioni particolari, nel pieno rispetto del paziente e mantenendo l’intervento su un piano di grande dignità, anche dal punto di vista scientifico e tecnico,oltre che umano e morale.