La psicoterapia cognitiva
Questo tipo di psicoterapia deriva dal Cognitivismo di cui abbiamo trattato, dall’etologia e dalla teoria dell’ attaccamento di J. Bowlby, di cui pure abbiamo scritto in precedenza.
Il terapeuta cognitivo si propone di modificare le strutture cognitive del paziente e le sue opinioni in ordine alla conoscenza di se stesso e della realtà esterna, partendo dalla presa
di coscienza di come tali opinioni si siano sviluppate e abbiano scatenato emozioni patologiche.
La guarigione viene quindi raggiunta nel momento in cui il paziente è riuscito a raggiungere un cambiamento reale delle sue direttive cognitive.
La psicoterapia cognitiva punta molto sullo studio dei rapporti tra il soggetto e l’ambiente di vita. Terapeuta e paziente devono arrivare a mettere a fuoco con grande chiarezza la
conoscenza dei modelli culturali dominanti nella nostra società, che sono sicuramente condizionanti l attività degli esseri umani.
La terapia deve riuscire ad attenuare questo condizionamento socio-culturale, attraverso lo sviluppo della coscienza o della conoscenza riflessiva di sé.
Le regole del comportamento devono alla fine dipendere proprio da questa arricchita conoscenza di sé e non più, quindi, dal modello culturale dominante.