La modificazione del sintomo
Le psicoterapie che abbiamo considerato sono fondate, come già abbiamo avuto modo di dire, sul rapporto umano fra terapeuta e paziente.
Le tecniche che prenderemo in considerazione adesso, invece, si propongono di modificare, di alleviare, di eliminare i sintomi e si fondano,
come pure già abbiamo sottolineato, su procedure tecnico-sperimentali.
La terapia comportamentale
Gli psicoterapeuti che fanno riferimento a questo approccio teorico ritengono che ogni tipo di comportamento, quindi anche quello disturbato, sia
il risultato di un apprendimento e che, quindi, possa essere modificato e sostituito attraverso un modello comportamentale più adeguato.
Si tratta di mettere in atto particolari tecniche di decondizionamento e di ricondizionamento, che il terapeuta deve conoscere, trascurando qualsiasi
ricerca in ordine alle possibili cause del disturbo.
Facciamo qualche esempio.
I terapisti comportamentali usano la tecnica dell’inondamento, che spinge il paziente a pensare intensamente a ciò che teme e ad arrivare
ad uno stato di ansia molto intenso. Questo, secondo i comportamentismi, dato che il paziente non ha la possibilità, in sede terapeutica,
di fuggire dalla situazione temuta, sia pure soltanto immaginata, porta gradualmente all’estinzione dell’ansia.
La tecnica della desensibilizzazione consiste nel portare ancora il paziente a pensare alle situazioni che gli provocano ansia e paura,
dopo averlo aiutato a rilassarsi. Gradualmente egli, associando lo stato di rilassamento alle realtà temute, impara ad affrontarle
correttamente senza angoscia.