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Studio di Psicologia e Psicoterapia (logo)


Contenuti centrali


La tipologia dei gruppi secondo Cooley


C.H. Cooley, in un lavoro che è diventato un classico delle sociologia, suddivide i gruppi secondo due tipi:

  1. I gruppi primari - sono i cosiddetti gruppi “faccia a faccia”, in quanto i membri che li compongono hanno tutti la possibilità di comunicare con gli altri direttamente. I gruppi primari sono caratterizzati da affiatamento fra i membri e dalla reciproca identificazione. La famiglia può costituire l’esempio più semplice e più chiaro di un gruppo primario, un altro esempio può essere dato dalla classe scolastica o dal rapporto che si instaura tra il medico e il paziente. La possibilità della comunicazione “ faccia a faccia” limita necessariamente il numero dei componenti del gruppo primario, per cui, spesso, si preferisce definire questo tipo di gruppo “ piccolo gruppo”. Nel gruppo primario, o piccoli gruppo, si sviluppa di solito la condotta mirante alla conservazione del gruppo stesso e al progresso della sua azione specifica. I gruppi primari possono costituirsi spontaneamente, e allora si può parlare di “gruppi naturali”, oppure artificialmente come ad esempio quelli formati da K. Lewin per i suoi esperimenti relativi alle modalità attraverso le quali i membri del gruppo arrivano a prendere decisioni. I gruppi artificiali sono, di solito, temporanei.
     
  2. I gruppi secondari - nei gruppi secondari, composti da un numero di membri maggiore rispetto ai piccoli gruppi, i componenti hanno meno possibilità e interesse di comunicare direttamente tra di loro. Questo comporta lo stabilirsi, di solito, di rapporti più distaccati e formali. Il personale di un’officina costituisce un gruppo secondario, o gli abitanti di un paese, o gli aderenti ad un sindaco e così via. La suddivisione che di solito il sociologo e lo psicologo sociale operano tra i gruppi primari e quelli secondari non deve far pensare che non esistano interazioni fra di essi. Scrive giustamente O. Klineberg, nel suo lavoro Social psycology: “Non solamente la più ampia organizzazione di cui fanno parte condiziona i gruppi ristretti, ma le stesse persone che li compongono portano atteggiamenti e comportamenti che sono stati e sono continuamente influenzati dal loro appartenere a gruppi più vasti”
 

La tipologia dei gruppi secondo Filloux


C.H. Cooley, in un lavoro che è diventato un classico delle sociologia, suddivide i gruppi secondo due tipi:

  1. Gruppi istituzionali e gruppi spontanei - i gruppi istituzionali nascono come conseguenza di un’organizzazione sociale, che ne prevede l’esistenza e ne regola il funzionamento. Proponiamo ancora l’esempio della famiglia oppure della scuola. I gruppi spontanei, invece, sorgono al di fuori dell’organizzazione istituzionalizzata e sulla basa di scopi e di progetti che i membri intendono perseguire e attuare. Si può fare l’esempio dell’associazione privata a scopo benefico, oppure con finalità culturali e così via.
     
  2. Gruppi formali e gruppi informali - i primi sono regolati, al loro interno da una normativa molto precisa, che vari componenti sono obbligati ad accettare, pena l’eslusione dai gruppi stessi. L’istituto scolastico, ad esempio, costituisce un gruppo formale, con le sue regole, i suoi orari, i suoi programmi. I gruppi informali, invece, non sono regolati da norme specificamente formulate. Esse nascono via via nel momento in cui i membri, trovandosi ad interagire, sentono il bisogno di regolare la vita interna del gruppo stesso per il suo migliore funzionamento, con la possibilità di modificare le regole con facilità. Anche all’interno del gruppo formale è possibile, ovviamente, modificare le regole, ma l’operazione, di solito, non è semplice e richiede tempi lunghi. Vedi, ad esempio, la modificazione dei programmi scolastici o dei diritti-doveri che riguardano i coniugi all’interno del nucleo familiare.
     
  3. Gruppi naturali e gruppi di laboratorio - già ne abbiamo discusso a proposito della classificazione di Cooley. Si tratta, in ogni caso, di gruppi “primari”, con la differenza che i primi si costituiscono spontaneamente, quindi al di fuori di qualsiasi ricerca di tipo scientifico, e hanno solitamente lunga durata, mentre i secondi vivono in un tempo limitato e servono per esperimenti.