La Coesione
La coesione è, di fatto, testimone della vita del gruppo.
Lewin la definisce, come la totalità del campo di forze che mantengono uniti i membri del gruppo.
Lo studioso francese L.Festinger ritiene che la coesione sia data dall’attrazione che il gruppo esercita sui singoli membri e che, dal canto suo, sia in funzione delle motivazioni che i membri trovano nella partecipazione alla vita del gruppo e delle gratificazioni che ne traggono.
La coesione molto forte riesce a controllare l’individuazione, che costituisce il fenomeno che agisce in senso contrario. Coesione e individuazione, infatti, sono tra loro inversamente proporzionali.
Il grado di coesione e quello di individuazione determinano il livello della capacità normativa che il gruppo è in grado o meno di possedere e di esercitare sui componenti, fino ad arrivare, per fare un esempio, alla coesione narcisistica, in base alla quale ogni membro del gruppo rinuncia, di fatto, alla propria identità e ai propri interessi per identificarsi totalmente con il gruppo.
La coesione narcisistica, per insistere sull’esempio, può provocare il fenomeno della cosiddetta formazione autostereotipa, in base alla quale i componenti del gruppo, costruendosi un’immagine del gruppo stesso secondo modalità totalizzanti, tendono ad isolarsi rispetto alle persone che non ne fanno parte.
Questo, purtroppo, può portare facilmente anche a fenomeni di aggressività nei confronti di altre persone o di altri gruppi. Scrive S.Freud: “Chiaramente non è facile per gli uomini rinunciare al soddisfacimento di questa loro
tendenza a essere aggressivi; senza di essa non si sentirebbero tranquilli. Il vantaggio di un ambito piuttosto circoscritto di civiltà, il quale consente alla pulsione di sfogarsi animosamente contro coloro che ne sono al di fuori, non è
affatto disprezzabile. E’ sempre possibile riunire un numero anche rilevante di uomini che si amino l’un l’altro fin tanto che ne restino altri per le manifestazioni di aggressività. Mi sono interessato una volta del fenomeno per cui comunità limitrofi e affini tra loro anche per altri versi si osteggiano e si scherniscono a vicenda, come gli Spagnoli e i Portoghesi, i Tedeschi del sud e del nord, gli Inglesi e gli Scozzesi, e molti altri. Denominai questo fenomeno “narcisismo delle piccole differenze”, il che non contribuì molto alla sua spiegazione. Sappiamo ora che si tratta di un comodo, relativamente innocuo soddisfacimento dell’inclinazione aggressiva, in virtù del quale è facilitato l’accordo fra i membri di una comunità”.