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Dr. Prof. Giorgio Burdi

Meglio dimenticare o perdonare

11/01/2013[Indietro]

Meglio dimenticare o perdonare

non c’è bisogno di fare tutto e subito, ma poco a poco e nel frattempo, sperimentarci








Salve Doc e compagni di viaggio, ho provato un nuovo modo di elaborare i miei progressi e i miei pensieri dopo il grandissimo successo della lettera “COS E’ L’AMORE?”.

scrivo un pensiero che ormai elaboro da tempo,  perché ho capito che amore è amare e la mia cura è donare la cura. 

Ho da un po’ aperto la mia mente e ho smesso di vedere tutto con un solo cannocchiale e ho iniziato ad osservare tutto con un bel binocolo, dove con 2 occhi si vede meglio ma oltre tutto si vede anche di più. 

Riesco a fruttare non solo gli occhi fisicamente ma anche gli occhi della mente, guardando anche il lato più nascosto della vita. 

Intraprendere la strada della conoscenza di me stesso attraverso l' analisi, ha dato i suoi risultati, ma ognuno ha fatto il suo cammino, non ci sono cammini migliori e peggiori solo cammini e sono degni di rispetto perchè qualsiasi Vita è degna di rispetto e non ci saranno mai conclusioni o regole ma solo pensieri ed emozioni. 

Ho smesso di giudicare e di giudicarmi, ho smesso di mettere a ferro e fuoco la mia vita, ho smesso di fare a pugni con il mio passato, credo che anche non perdonare qualcosa o qualcuno sia in ogni qual modo fare a botte. 

Preferisco di gran lunga lottare per il mio futuro o risparmiare le energie per donarle al mio prossimo o ai miei cari perché tanto per quanta energia possa metterci e per quanto sangue e lacrime possa versare, quel passato rimarrà passato. 

Mi domando…. E se grazie a quel passato io sono la persona migliore che sento di essere ? 

Potrebbe anche essere ma ad ogni modo dico di SI! 

L’assentire è più forte del perdono, dire di SI a ciò che fu, vuol dire accettare che è parte della mia VITA. 
Il presente è la somma di tutti i passati che furono presente, senza uno di quelli non sarei mai quello che sono e dove sono, anche se un po’ ammaccato e provato.

”-CI SONO!!! SONO VIVO…-!!!” quello che fu era necessario così come fu, tale e quale… Dire di SI libera mi mette in linea, né perdono né accettazione solo un rotondo e pieno SI. 

Quindi sono sicuro che gli attacchi di panico, di ansia, di bulimia, di depressione etc etc, sono semplici segnali saggi, che vengono dalla parte più SAGGIA di noi che ci dicono che non siamo in linea con quello che desideriamo nel profondo e, che a seconda dell’attenzione che mettiamo a quello che ci viene detto dal di dentro, i segnali sono più o meno forti e più sono forti e più e più so ascoltare meglio la mia essenza. 

Quando lo stress è iniziato a calare ho ripreso a sognare, per di più incubi e immagini confuse con un vago ricordo al risveglio. 

Ora i miei sogni sono più nitidi e chiari e in uno dei miei ultimi sogni fatti, sono riuscito a reagire alla situazione in sogno dove era presente la mia maestra inetta, ho preso atto delle mie forze sentendomi gratificato. 

Ora il mio inconscio ha deciso di restare “fuori” che vuol essere “maneggiato” perché riconosce proprio in questa maestra da integrare in me,come uno dei miei blocchi emotivi. 

Mi sento appagato e  soddisfatto perché credo che i blocchi emotivi a noi sconosciuti anche se inquietanti diano la voglia di muoversi, di conoscere e di VIVERE, e il desiderio di superarli ci fa essere VIVI. 

Il GRUPPO analitico in ogni seduta mi emoziona, mi dona nuovo riposo m’insegna che non c’è fretta, che non c’è bisogno di fare TUTTO BENE e SUBITO, ma poco a poco e nel frattempo, sperimentarci… perché no… 

GIANPIERO