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Dr. Prof. Giorgio Burdi

Google e la psicologia del navigante

07/01/2013[Indietro]

Google e la psicologia del navigante

L’impatto della tecnologia dell’informazione sulla relazione che l’uomo contemporaneo ha con se stesso e con gli altri




 Le scoperte tecnologiche, nel corso del tempo, hanno sempre avuto delle conseguenze sulla psiche umana.


Si pensi al passaggio dalla comunicazione epistolare a quella telefonica che ha comportato lo sviluppo di una nuova capacità di focalizzazione dell’attenzione da parte del cervello, non più coinvolto nell’ansia dell’attesa, ma impegnato a gestire la ricezione istantanea del messaggio.


Gli ultimi 15 anni sono stati caratterizzati dalla scoperta e dall’uso di un’ulteriore tecnologia, anche questa rivoluzionaria rispetto ai nostri tempi.


Considerata uno dei più grandi motori di ricerca, GOOGLE, ha cambiato di gran lunga le nostre vite avendo impatto sulla comunicazione, pubblicità e costruzione di nuove modalità di utilizzo di internet.


L’aspetto di rilevanza psicologica sul quale mi soffermerei maggiormente, in accordo con l’ampio utilizzo che si può fare di questa innovazione, è la definizione ed il mantenimento della propria identità.


In che termini?

L’accesso alle comunità virtuali , tramite google, che coinvolgono l’utente in contesti di pura relazionalità in assenza di individui in carne ed ossa, ha modificato la percezione dell’identità soggettiva.


Prima, nella società tradizionale, bastava affidarsi a regole consolidate, a ruoli edemozioni ad esse connesse per assicurarsi la costanza dell’identità personale e la stabilità delle relazioni, strutturate da regole ben definite.


Attualmente, attraverso queste nuove modalità di interfacciarsi con il prossimo, emergono emozioni socialmente trasformate (ambiguità, ambivalenza, indefinitezza, vaghezza, vuoto) e caratterizzate da un alto contenuto di consapevolezza sociale in quanto devono essere generate in sintonia con le circostanze, e impiegate con una certa flessibilità e velocità di cambiamento.


Sebbene queste emozioni siano da un lato meno coinvolgenti, perché depurate divisceralità, dall’altro sono più articolate e individualizzate dal punto di vista cognitivo.


Resta, pero’, il problema posto dall’identità contemporanea occidentale , ovvero la sintonia tra la velocità di cambiamento della situazionalità e l’accelerazione delle fonti esterne di referenza attraverso cui la stessa identità prende forma.

 

 


Alessia Potere Psicologa