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Dr. Prof. Giorgio Burdi

I rimproveri servono o è migliore parlarne ?

30/10/2012[Indietro]

I rimproveri servono o è migliore parlarne ?

A lei resta un sorriso, a me l' ossessione del suo rimprovero. A te che leggi, racconta i tuoi.

         rimproveri da me ricevuti? Non mi è stato difficile ricordarli perché sono spesso presenti nella mia mente, sono due, il primo risale alla prima o seconda elementare quando una mia maestra mi chiese di portare un libro o il registro in un' altra aula da un' insegnante accompagnandomi fuori mi portò nel corridoio della scuola, un corridoio lunghissimo pieno di porte uguali e mi indicò con un dito in quale aula dovevo dirigermi ma io non riuscivo a capire a quale si riferisse e così le chiesi per due volte di indicarmelo meglio, a quelle mie richieste la maestra si innervosì ed io cominciai a piangere, mi prese, e mi riportò in aula facendo notare a tutti i miei compagni che piangevo dicendo umiliandomi e facendo in modo che i miei compagni ridessero di me. 

Il secondo rimprovero risale più o meno negli stessi anni o forse anche prima quando si andava spesso la domenica a pranzo nella casa in campagna dei miei zii. 

In una di quelle domeniche il pomeriggio ero in giardino con i cani di mio zio, poco prima avevano irrigato le piante e di conseguenza il terreno essendo parecchio umido nel giocare mi sporcai le scarpe di terra, notando questo mi sedetti sul pavimento della veranda sporcandola, poco dopo sentii mia zia che con tono severo alzando la voce disse " che cosa hai fatto " .Ai suoi lati vi erano i figli, mio cugino e mia cugina che non ricordo bene se intervennero anche loro, ma ricordo i loro sguardi di disprezzo nel vedermi conciato in quel modo, dopodiché mi disse di ripulirmi e di entrare in casa senza sporcare. 

Da allora con il passare degli anni ogni qualvolta sono entrato in casa sua, a distanza di vent'anni, dopo aver chiuso la porta ho sempre controllato di avere le scarpe pulite, e in un paio di situazioni lei se ne è accorta e forse ricordando l' episodio ha abbozzato un sorriso e a me resta l' ossessione del suo rimprovero.

Renato

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