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Dr. Prof. Giorgio Burdi

La fabbrica dell' ansia, come demolirla

23/07/2012[Indietro]

La fabbrica dell' ansia, come demolirla

Per curare l'ansia: eliminare gli invasori, dire qualche no in più ed ascoltare il proprio intuito.











L’aria che finalmente respiro!


    C’è chi dice che l’ansia derivi dall’alterazione dei livelli di biossido di carbonio e di ossigeno, cosi’ che  il cervello invia un messaggio preciso: quello di un imminente pericolo!!! Sara’!?!

Questo potrebbe essere l' effetto. Io invece, l’origine della mia ansia l’ho quasi del tutto individuata, e dei miei livelli di biossido di carbonio e ossigeno non ne ho la più pallida idea.

Sono giovane e sono una psicologa, e mi sto accorgendo solo ora di aver passato la maggior parte della mia vita in apnea, recuperando piano piano la mia autonomia da un costante senso di soffocamento, come se qualcuno o molti avessero tenuto la mia testa sott’ acqua, spingendo giù sempre più forte ed evitando  di farmi risalire a galla per respirare.

Da poco tempo a questa parte, con la psicoterapia ho iniziato finalmente un percorso di risalita, anzi ho iniziato a boccheggiare.

Talvolta la sensazione di soffocamento l’avverto ancora, ma non so se considerarla semplicemente un ricordo del tempo andato oppure una fisiologica ricaduta, perché devo rafforzarmi sempre di più.

Certo è che respirare a pieni polmoni si puo’ e mi fa stare un gran bene, tanto da non voler condividere l’aria che respiro con nessuno e dico nessuno, sono diventata gelosa di me stessa e del mio tempo.

La mia cara ansia è stata generata dal rapporto con gli altri, sempre esigenti nei miei confronti, e ancora oggi mi chiedo cosa cavolo abbiano voluto da me, e perchè mai gli ho concesso tanta di quella importanza e disponibilità da crocerossina da quattro denari, da dimenticarmi di me  a vantaggio dei non curanti della mia persona ?

Da poco ho capito che avrei dovuto “mettere a posto” io tutti gli invasori di campo e quindi mi sono munita di uno zainetto con tre strumenti magici: 

1 - un barattolo di vernice trasparente protettiva
2 - una scatoletta di numerosi bigliettini  con su scritto “No!”, da tirar fuori all'occorrenza come un arbitro quando ammonisce il calciatore, 
3 - un fonendoscopio per individuare con accuratezza cosa dice il mio corpo.

So  che è più facile a dirsi che a farsi, ma il mio zainetto con questi tre strumenti da poco acquisiti in analisi faranno parte di me, per sempre.

Ale