Attenzione

se stai leggendo questo testo significa che il tuo browser non supporta i fogli di stile (CSS). Se stai usando uno screen reader, prosegui con la navigazione, altrimenti segui le istruzioni su come aggiornare il tuo browser.
 
Studio di Psicologia e Psicoterapia (logo)


Contenuti centrali

Dr. Prof. Giorgio Burdi

Dal marito alla sua ex amante.

16/06/2012[Indietro]

Dal marito alla sua ex amante.

La psicologa raccoglie l' andirivieni di battute e risposte tra le diverse sofferenze provenienti da ex storie extra coniugali.



Lettera dal marito alla sua ex amante

        Ciao "altra o seconda" o come altro preferisci essere etichettata.Ho letto la tua lettera che ha suscitato in me spunti di riflessione.Innanzitutto volevo ringraziarti per il tuo sostegno: mai critica e delusa verso di me, hai sempre e solo saputo sostenere la mia posizione. 

Beh, non avevo bisogno di tutto questo sostegno in realtà. E in verità non lo condivido neppure.

Ho letto e riletto la tua lettera pubblicata dalla mia psicologa di Bari, e quello che quasi prepotente emerge e traspare è il forte diritto di dire e fare le cose che ti sei arrogata e di dirle a qualcuno che neppure conosci.

Hai cominciato col criticare l'atteggiamento della "moglie", la mia, che a tuo avviso è stata poco attenta e non ha saputo ascoltare e prendersi cura di me. 

Dicevo alla mia psicologa, che non mi ha mai condizionata nelle mie scelte affettive, che rivendichi il tuo diritto a costruire una storia come questa, definendola "autentica". Hai respinto con forza l'idea di non aver voluto costruire una storia vera, essendo la stessa oggettivamente non palese ed alla luce del sole. 

Parli di un rapporto vero che è in grado di esprimersi appieno e con una marcata complicità. Critichi il matrimonio e la incapacità di continuare il viaggio della vita intrapreso con quell'unione. E la moglie che deve svegliarsi perchè non ha saputo leggere lo stato delle cose.

Infine, rappresenti la tua sofferenza e la tua rabbia.Ebbene, hai discusso la moglie in ogni verso della tua lettera, ma mai hai saputo mettere in discussione te stessa, mai un dubbio o una incertezza. E mai quello che sono stato io e la sofferenza che ti ho provocato.

Tutto è sempre assolutamente chiaro, tutto ha una spiegazione o una interpretazione. Hai saputo giustificare e spiegare anche perchè la moglie accetta l'accaduto.

Quanto accaduto ha sicuramente almeno un responsabile: io.

Tante volte ho sentito dire dalla mia psicologa di Bari, che la responsabilità è di entrambi, marito e moglie. Ma a me questo non interessa. Io ho sempre cercato di osservare l'accaduto e di prendere la mia parte di responsabilità. Mai ho creduto e pensato di alleviare le mie responsabilità accreditadone alcune a mia moglie. 

Ho fortemente messo in discussione me stesso e attraverso questo processo di critica ho scoperto tutti gli errori che ho commesso. E sono ripartito da questo, cambiando tante cose di me. 

Mi è costato tanto dolore e sofferenza, sono stato in analisi dalla psicologa, ma nulla a confronto di quella che ho arrecato. Ho dedicato ogni mio sforzo a ricostruire la comunicazione e l'intesa con mia moglie. Credo di essere stato bravo e oggi siamo a buon punto del cammino, ma credimi, quello fortunato sono io.

Nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza una moglie come la mia.La mia unica certezza è di aver commesso un errore. Qualcosa che mi sarebbe potuto costare molto di più. E il motivo principale è che quello sbagliato ero io.

Nelle tue parole ci sono tante certezze. Ma non ho mai compreso perchè tu abbia perso. Perché sei rimasta sola e sofferente. Sei in grado ora di andare avanti per la tua strada, io si, mi auguro che come me non continui ad appoggiarti a delle false storie e certezze, ma poi dimmi perché ti senti vittima della moglie, e mai del marito dell'altra che hai cercato di conquistare. Ma mai vittima di te stessa e delle tue certezze.

La tua storia, come la mia, non sono vere. Hanno tanto di effimero e sono prive di una cosa essenziale: LA QUOTIDIANITA' e la presenza di molto immaginale.

E manca l'amore, quello vero, quello che vince la sofferenza.

Allora, perché mi è capitato tutto ciò ? Mah, a volte, quando si è poco attenti, come quando guidi la tua  auto e conosci bene la strada, se ti distrai o per eccesso di sicurezza, puoi sbandare ed andare fuori strada, ma solo se hai esperienza e riflessi pronti puoi scongiurare l' irreparabile. Avevo preso un dirupo, ero a due passi dal non ritorno, ma ho ritrovato la mia autostrada a tre corsie ed ora grazie al mio copilota andremo molto lontani e più veloci.

Ci sarebbe tanto ancora da scrivere e tanti elementi per ringraziare mia moglie. Ma credo sia sufficiente dire che ha saputo leggere tutto l'accaduto con gli occhi di chi è sempre stata innamorata e che con l'amore ha affrontato tutto questo.

Grazie moglie di essere ancora con me, sono orgoglioso di te e di quello che mi hai insegnato.

Giovanni