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Studio di Psicologia e Psicoterapia (logo)


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Fondamenti di Comunicazione

->Verbale e Non

La Comunicazione Verbale, Non Verbale e quella Paraverbale


 

La Comunicazione Non Verbale


Nell'ambito della comunicazione non verbale possiamo distinguere la cinesica, la prossemica, 1'estetica il linguaggio delle azioni, il linguaggio degli oggetti, la comunicazione paraverbale:
La cinesica e quella the riguarda il movimento e 1'assunzione di posizioni; si occupa dei gesti realizzati con una o piiu parti del corpo ed in particolare dell'uso delle mani, della mimica facciale, della postura (posizione dell'intero corpo, e degli atteggiamenti motori).
La mano e una parte a cui diamo un grande rilievo; per la sua motricità fine ed essendo la parte terminate del braccio facilità la produzione di molte figure, ed essendo in coppia simmetrica permette un arricchimento delle possibilità espressive. Possiamo rifarci ad innumerevoli esempi, ma ne citeremo solo qualcuno:
  • indicare con l'indice disteso
  • segnalare "alt" con la mano allargata e con it palmo rivolto at soggetto the vogliamo fermare
  • agitare la mano per salutare
  • tenere tesi ed allargati a "V" indice e medio, raccogliendo a pugno le dita in segno di vittoria
  • congiungere i palmi delle mani per pregare
  • tenere it pollice teso all'infuori e le altre dita chiuse a pugno girando la mano e tendendo il braccio all'esterno per indicare 1'autostop
  • agitare verso festerno la mano tesa, colpendola dal di sopra con 1'altra per significare "smamma"
La testa ed in particolare it viso e una parte del nostro corpo particolarmente adatta alla comunicazione.
La faccia ci mette in diretto contatto con il nostro interlocutore e le sue componenti sono da non controllate attraverso un sistema neuro muscolare piuttosto fine.
Con it capo mandiamo diversi messaggi; ad esempio
  • roteare la testa da destra a sinistra e viceversa per dire "no"
  • sollevare ed abbassare in successione it capo per dire "si"
  • scuotere la testa per esprime "dubbio, perplessità"
  • ecc.
Con gli oechi, con to sguardo the e molto di piu del semplice guardare comunichiamo if eontatto psicologico, ma di solito mandiamo messaggi combinando 1'uso di occhi, palpebre, sopracciglia e fronte.
Ad esempio:
  • "strizzare l'occhio"
  • spalancare o sbarrare gli occhi
  • inarcare le sopracciglia verso 1'alto
  • aggrottare la fronte abbassando le sopracciglia con la bocca possiamo:
  • sorridere
  • fare boccacce
  • serrare le labbra spalancare la bocca
  • fare smorfie di disgusto
  • fare smorfie di piacere ecc.
molto diffuse sono le combinazioni mano-testa-viso:
  • "lanciare un bacio con un gesto delta mano
  • mettersi le mani nei capelli
  • accostare 1'indice al lobo frontale per indicare "intelligenza" o "pazzia"
  • ecc.
Il corpo nel suo complesso, poi, permette un'infinita di messaggi:
  • assumere atteggiamenti di missione cioe inchinarci, inginocchiarci
  • saltare allargando le braccia verso l'alto per esultare
  • voltare le spalle
  • ecc.
Ci sono altre parti del corpo the permettono altri movimenti:
  • alzare le spalle
  • inctociare le braccia
  • ecc.

La prossemica


è quella the riguarda le posizioni che assumiamo nello spazio rispetto agli altri e riguarda in particolar modo l'orientamento e la distanza.
Per quanto riguarda 1'orientamento porsi di fronte, di ftanco nei confronts dell'interlocutore ha una forte valenza comunicativa come del resto particolare importanza riveste il ruolo della distanza the interponiamo tra not stessi ed i nostri interlocutors.
La distanza che l'essere umano sceglie dipende dal tipo di relazione che instaura; si possono indicare sinteticamente quattro tipi di distanza.
  1. La distanza intima (da 0 a 45 cm.) che comporta un coinvolgimento notevole con l'altro con il quale e sempre possibile un contatto fisico.
     
  2. La distanza personale (da 45 a 120 cm) segue in genere il principio del non contatto; è adottata nei rapporti di famiglia e di amicizia.
     
  3. La distanza sociale (da 1,2m a 3,6m.) è tale per cui non vengono percepiti i piu intimi dettagli del viso e non si intende avere un contatto fisico; viene di solito usata nelle trattative di questions impersonali; si usa spesso per questioni di lavoro o incontri, convenevoli tra conoscenti.
     
  4. La distanza pubblica (da 3,6m in su) comporta che le persone non percepiscono piu con i loro sensi molti dettagli relativi al corpo degli interlocutore; il coinvolgimento profondo è sempre piu improbabile.
Rispetto a tale classificazione delle distanze va sottolineato the non va interpretata in modo rigido e ripetitivo; infatti molto spesso not ci troviamo a distanze ravvicinate obbligatoriamente come in ascensore, in autobus, in automobile, ecc.
Le distanze sono da considerare anche in relazioni alle culture di appartenenza i nord europei mantengono piu le distanze the i popoli mediterranei ed inoltre alcuni soggetti non tollerano, per Toro problematiche, le distanze ravvicinate.
Il contatto fisico, infatti, come appoggiare un braccio sulle spade o attorno alla vita, camminare "tenendosi sotto braccio" viene di solito riservatu alle relazioni affettive. Nell'ambito sociale solo to stringersi la mano, visto the il baciamano alle signore e nettamente decaduto, e l'unico gesto tra persone the non si conoscono o che'mantengono rapporti distaccati.

L'estetica


È la cura della bellezza e dell'attrattiva a livello di comunicazione interpersonale.
In questa forma comunicativa troviamo:
  • Gli accorgimenti estetici come ad esempio monili, trucchi, pettinature, ecc. che talvolta diventano segnali estetici di identità sessuale come colorarsi le labbra, depilarsi le gambe propri del genere femminile.
  • La pulizia corporea the nasce da necessità d'igiene e di benessere fisico e the nella nostra società non e solo visiva, ma anche olfattiva, vedi in proposito il diffuso use dei deodoranti. La pulizia corporea e particolarmente diffusa e viene richiesta in attivita the presuppongono il contatto umano.
  • L'abbigliamento: 1'essere umano si veste per proteggere il coipo da fattori esterni, coprire certe parti del corpo per pudore, per deeorarsi per sembrare pica attraente: Assodata la prima, le altre due hanno forme e modi trà i piiu disparati.
Con I'abbigliamento si inviano messaggi relativi:
  • al sesso
  • all'età
  • alla classe sociale
  • alla personalità
  • all'umore
  • ai gusti personali
Attraverso I'abbigliamento si definiscono, anche, i termini della relazione reciproca; si inviano segnali:
  • di potere; ad esempio le toghe, le coronet ecc.
  • di posizione economica; ad esempio gioielli, firme di alta moda, ecc.
  • di competenza professionale; ad esempio divise, camiei, grembiuli, ecc.
Le comunicazioni realizzate con l'abbigliamento diventano importanti nelle interazioni e nelle relazioni di breve durata, dove gli interlocutori azzardano dei giudizi perchè non sono in possesso di altri elementi.

Il Iinguaggio dell'azione:


le azioni parlano giia di per se, non utilizzano nessun codice particolare; camminare, costruire, ordinare non riguardano direttamente la comunicazione, ma inviano dei messaggi.
'Fra le azioni possiamo distinguere:
  • le azioni spontanee, cioe quelle the comunicano il nostro stato d'animo in modo da provocare delle risposte come ad esempio gridare per dolore o paura porta inevitabilmente un'offerta d'aiuto e di conforto;
  • azioni the si protraggono nel tempo cioe' quelle per cui chi ci osserva puo prevedere the coca staremo a fare e quindi ad agire o rispondere di conseguenza; ad esempio se sto riordinando gli scaffali della libreria scolastica i colleghi the mi vedono impegnata recepiscono il messaggio the vi e contenuto e possono venire ad aiutarmi o ignorarmi magari facendo finta di essere affaceendati in qualcosa d'altro;
  • azioni fatte affinche vengano percepite cioe quando agiamo perche gli altri si accorgano di quello the facciamo e reagiscano favorevolmente alle nostre azioni; ad esempio se un nostro visitatore indossa la giacca o il cappotto mentre e in visita a casa vostra vi spinge ad accendere il riscaldamento oppure alzare la temperatura del termostato;
  • azioni volte proprio alla comunicazione cioe quando 1'azione diventa uno strumento "codificato", una specie di recita. Ad esempio una persona fa finta di sorridere ad un'altra the le e profondamente antipatica perche ha bisogno di un passaggio in macchina, oppure una persona pigra mostra molta difficolta in un'attivita per poter essere aiutata, un lavoratore puo dimostrarsi attivo in presenza del superiore ma solo mimando i gesti del lavoro the dovrebbe svolgere, ma non concludendo nulla.
Il linguaggio degli oggetti: gli oggetti hanno una loro esistenza e riguardano di solito tutt'altro the la comunicazione; pero un "oggetto parla" cioe quando not gli attribuirne un significato simbolico, cioil quando lo consideriamo un significante.
messaggi che captiamo dagli oggetti sono principalmente i seguenti:
il significato d'uso cioe il loro significato intrinseeo di strumenti; ad esempio un cucchiaio, una navicella spaziale, una gru, ecc. Uso the pua essere attribuito da parte di un soggetto come ad esempio L'utilizzo di un ombrello come parapioggia, come bastone, come arma di difesa. In questo caso non c'era intenzionaiità comunicativa in quanto la fonte ed il messaggio corrispondono al soggetto stesso.

La comunicazione paraverbale

cioe tutte quelle modalità the vengono usate in concomitanza - prima, durante, dopo - un messaggio verbale orale.
  • Il significato nell'immaginario affettivo; anche in questo caso, vale il discorso che ~ il destinatario a determinare una comunicazione. Tale immaginario può essere collettivo: le foglie secche possono evocare per molti tristezza, l'arcobaleno invece, gioia e speranza, ecc., oppure a carattere personale un luogo, un colore un suono, ecc. se legati a qualche esperienza significativa di un individuo, possono evocare o trasmettere sensazioni ed emozioni particolari.
  • I regali sono oggetti quasi trasformati in "messaggi"; il loro significato pub essere generico come la manifestazione di affetto, più specifico ad esempio di ringraziamento, di auguri, di inizio di relazione ecc. ed in questo caso esistono dei veri e propri eodi-' ci come ad esempio il linguaggio dei fiori, il linguaggio dei colori (ad esempio rosso = passione, giallo = gelosia). Anche in questo caso emergono le differenze culturali come ad esempio il nero per not equivale al lutto in altre società, invece, e rappresentato dal bianco.
Possiamo distinguere il volume, il tono di voce, la velocità di parola, le pause, il silenzio e il riso ed altre espressioni sonore.
  • Il volume di voce dipende dalla distanza trà interlocutori, dai rumori presenti e pub essere espressione della personalità dell'individuo. Il volume svolge una funzione comunicante molto evidente, la persona arrabbiata tendera ad alzarlo, una persona disperata griderà i suoi messaggi, un messaggio intimo verra sussurrato; di solito e anche espressione dell'umore dell'emittente e si combina con il valore del messaggio nella vita privata ed in quella professionale. Il soggetto the ha una buona competenza comunieativa i3 quello the non Lisa to stesso volume stereotipato, ma sceglie il volume giusto per il momento giusto.
  • il tono o la modulazione intenzionale the si dIA alla propria voce; molto comuni sono le affermazioni, le interrogazioni, le esclamazioni; ad esempio Sei pazzo. Sei pazzo? Sei pazzo! Le variabilità del tono sono innumerevoli e molto ef€icaci ad esempio 1'intonazione sarcastica, ironica, il modo altezzoso, il tono affabile, dispregiativo, di fastidio, di comando, di remissione, ecc. 

La velocità nel parlare


è il mezzo espressivo, ad esempio una persona tesa o nervosa pub manifestarlo parlando velocemente. Pub diventare comunicativa quando viene usata intenzionalmente ad esempio per mostrare cbe abbiamo fretta o the non abbiamo molto interesse a farci capire dall'interlocutore.
  • Le pause sono quei fenomeni che interrompono il ritmo di produzione delle parole; il loro significato varia a seconda del contesto ad esempio una pausa in un dialogo serve a offrire all'interlocutore la possibilita di parlare, una pausa dell'insegnante mentre spiega puo voter significare un momento di riflessione, o attendere the gli alunni facciano silenzio, o un prestare attenzione a dei rumori in corridoio.
  • Il silenzio è vissuto di solito come la rottura delle regole del comunicare ma puo essere determinato da mancanza di argomenti, dal non desiderio di comunicare con aleuni soggetti, puo accompagnare un momento di tensione emotiva, puo essere usato come "punizione" verso un destinatario the disapproviamo.
  • Il riso è una manifestazione spontanea, uno sfogo di tensione o una reazione ad uno stimolo comico. Il riso puo comunicare diverse cose:
    ridere spesso o non ridere mai comunica un aspetto delta nostra personalita;
    • il ridere o il non ridere in un certo contesto puo segnalare qualcosa del nostro umore del momento;
    • il trattenersi dal ridere comunica la nostra intenzione di nascondere un'emozione;
    • il ridere con compostezza comunica il nostro autocontrollo.
    Ci possono essere molti modi di ridere ; ad esempio c'e la risata sarcastica, ironica, artefatta, lilaeratoria, repressa, ecc.
  • Altre espressioni sonore: talvolta not comunichiamo producendo anche altri suoni come ad esempio il fischio the a sua volta puck essere formulato in mille modi diversi oppure aleuni suoni the emettiamo per scacciare gli animali o per richiamarli; queste espressioni possono variare da cultura in cultura.