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PENSIERO E INTELLIGENZA

Il pensiero è un insieme di processi cognitivi. I processi cognitivi rappresentano quelle attività attraverso le quali un soggetto da informazioni sul suo ambiente e le elabora, al fine di produrre un comportamento che sia adeguato all’ambiente in cui si trova.
Tra questi processi abbiamo la percezione, la formazione dei concetti, il ragionamento, il linguaggio, l’attività decisionale.
Il pensiero è anche un’attività mentale dalle diverse forme: fantasia, immaginazione, creatività, linguaggio e ragionamento. In quanto ragionamento,il pensiero si caratterizza come pensiero divergente e pensiero convergente. Il pensiero convergente è l’attività mentale che per risolvere un problema offre una sola risposta giusta;il pensiero divergente è l’attività mentale che per risolvere un problema, dà piena libertà al maggior numero di risposte possibili.
Il pensiero divergente viene anche chiamato creatività. La creatività è:l’originalità del pensiero, la fluidità del pensiero e la capacità di dare risposte insolite a problemi soliti,è la capacità di inventare, creare; non è stravaganza,anticonformismo, ma è un potenziale umano presente in ogni persona.
Sia il pensiero convergente che quello divergente servono per la risoluzione dei problemi, che è l’insieme degli spazi messi in atto per raggiungere un obiettivo.
Inoltre chi ha voluto approfondire tali argomenti sono state altre scuole come lo strutturalismo, funzionalismo, psicoanalisi.
STRUTTURALISMO: Wundt tentò di analizzare il pensiero tramite lo studio sui “tempi di relazione”. In alcuni casi il tempo di relazione viene attribuito al processo mentale sulla “percezione” dello stimolo, in altri casi la durata maggiore del tempo di relazione deriva dal fatto che,oltre alla percezione, vi è quello sulla “discriminazione” di uno stimolo dall’altro e della “decisone”.
FUNZIONALISMO: James Mckeen Cattell, applicò la tecnica sui tempi di relazione non più allo studio sui processi del pensiero ma a quello sulle differenze individuali,riconfermando l’indirizzo pratico e di applicazione.
PSICOANALISI: Freud affermò che pensare è un “agire sperimentale”, nella mente invece che nella realtà!
INTELLIGENZA:I processi cognitivi possono essere utilizzati più o meno bene:si può affermare sinteticamente che proprio in questo consiste l’intelligenza.Il concetto di intelligenza è difficile da definire.
Possiamo affermare che essa consiste nella capacità di apprendere sull’esperienza,di adattarsi il meglio possibile al proprio ambiente,la capacità di affrontare nuovi problemi posti dall’esistenza risolvendoli nel modo più efficace ed efficiente, l’intelligenza si applica nella scelta delle mete. L’intelligenza non si esplica solo nella comprensione di contenuti difficili e complessi ma anche nei compiti quotidiani,nelle decisioni che prendiamo circa i vari aspetti della nostra esistenza,a breve, medio e lungo termine. Anche per l’intelligenza ci sono state alcune scuole che hanno voluto approfondire il concetto di intelligenza.
GESTALT: per gli psicologi della forma,l’intelligenza è quindi il processo di soluzione sui problemi verrebbe a coincidere appunto con l’improvvisa strutturazione di elementi sparsi in una forma dotata di senso.
COMPORTAMENTISMO: l’intelligenza è sapersi adattare all’ambiente, è la capacità di assumere comportamenti idonei in riferimento alla realtà in cui ci si trova.
COGNITIVISMO: l’intelligenza è la capacità di ragionare, infatti abbiamo il ragionamento deduttivo:quando dal generale si arriva al particolare, e il ragionamento induttivo quando dal particolare si arriva al generale.
L’ intelligenza dipende da fattori genetici e dall’ambiente.Alcuni psicologi operanti nell’ambito dell’impostazione HIP,hanno proposto una teoria multicomponenziale dell’intelligenza in cui essa sarebbe composta da cinque tipi di componenti:
  • i metacomponenti cioè i processi di controllo più elevati per risolvere problemi e prendere decisioni;
  • i componenti di esecuzione,che si riferiscono alla strategia usata per realizzare la soluzione scelta;
  • i componenti di acquisizione (sono quelli usati per imparare la geometria);
  • i componenti di ritenzione (quelli relativi al richiamo dei contenuti di memoria al momenti più opportuno);
  • i componenti di trasferimento (relativi alla generalizzazione, cioè al trasferimento di conoscenze da un caso particolare a un altro).
La concezione dell’intelligenza,col passare del tempo si è fatta sempre più complessa e ricca;essa non dipende più da un unico fattore,ma da tutta una serie di componenti che possono in parte essere fatti risalire a un fattore generico,ma che non si esauriscono in esso,ma coinvolgono tutta una serie di capacità cognitive,come l’apprendimento,la memorizzazione,la generalizzazione ecc…Questa fa si che la misurazione dell’intelligenza sia un compito davvero difficile.
Il primo testo di intelligenza fu elaborato nel 1905 dallo psicologo francese Alfred Binet, in collaborazione col collega Theodore Simone.Il test consisteva un 30 prove,ordinate in ordine crescente di difficoltà, raggruppate in 4-8 prove corrispondenti a ogni età, da 3 a 13 anni.
Tali prove furono testate su 200 bambini e quando uno di essi veniva superata dai 2/3 a 3/4 dai bambini di una data età veniva considerata come adatta a quell’età.In tal modo si aveva un criterio per stabilire quale fosse il livello “normale” a seconda dell’età.
Nel 1908 Binet introdusse per la prima volta il concetto di età mentale, cioè il livello di prove cui il bambino è arrivato nella scala crescente di difficoltà.
A partire dal 1916 presso l’università di Stanford negli Stati Untiti dallo psicologo Lewis Madison Terman,il quale introdusse il concetto di “Quoziente di Intelligenza (Q.I.) che consiste nel rapporto matematico fra l’età mentale e quella cronologica, moltiplicato per 100.Se un bambino ha un’età mentale di 7 anni, pari a quella cronologica, il suo Q.I. sarà uguale a 7/7 x 100,cioè 100,che viene appunto considerato il valore medio dell’intelligenza.Se invece ha un’età mentale di 10 e una cronologica di 8, avrà un Q.I. di 125. Valori inferiori a 100 indicano carenza,mentre quelli superiori evidenziano buone doti intellettive.