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LA MEMORIA

La memoria è la capacità di conservare e ricordare apprendimenti, ricordi, avvenimenti…. I ricordi si chiamano anche TRACCE MNESICHE.
Quando un’esperienza viene ben conservata nel magazzino della memoria si ha il processo di FISSAZIONE.
Se invece, non riusciamo più a ricordare vuol dire che il ricordo è entrato in OBLIO.
Ci sono due modi per ricordare: RIEVOCARE e RICONOSCERE.
  • La rievocazione si ha quando si richiama alla mente ciò che è stato appreso e immagazzinato senza alcun aiuto.
  • Il riconoscimento invece è la capacità di ricordare e identificare un determinato elemento, scegliendolo tra altri.
La memoria può essere di tre tipi:
  • A BREVE TERMINE, quando il materiale o i ricordi si conservano per poco tempo, cioè fino a quando se ne ha bisogno(es.: numero telefonico).
  • A LUNGO TERMINE, quella che conserva il materiale appreso per tantissimo tempo, forse anche per sempre;la memoria a lungo termine è frutto di esercizio ed anche di profonda riflessione personale (es.: io ricordo maggiormente il n° telefonico del mio ragazzo).
  • A BREVISSIMO TERMINE, sono le informazioni che vengono trattenute nel deposito solo per frazioni di secondo.

La memoria può essere EPISODICA e SEMANTICA
  • la memoria EPISODICA è il ricordo delle esperienze di vita;
  • la memoria SEMANTICA riguarda la conoscenza del mondo, il ricordo del significato di parole e concetti.
Con il passare del tempo il materiale ricordato subisce delle modificazioni, che possono essere di due tipi:
  • MODIFICAZIONI QUANTITATIVE: quando di una esperienza,di un avvenimento,di un racconto,di una persona,ricordiamo solo gli elementi essenziali,mentre dimentichiamo altri dettagli o particolari.
  • MODIFICAZIONI QUALITATIVE: quando ricordiamo fatti,avvenimenti ed esperienze,ma li rielaboriamo in modo diverso da come erano in realtà;in questo si ha la dimenticanza creativa,cioè si dimentica ma si ricorda in modo nuovo e personale.

Ebbinghaus, psicologo tedesco, dimostrò che le parole si ricordano più facilmente se hanno un significato; egli inoltre dimostrò che il ricordo diminuisce col passare del tempo.
Ebbinghaus,imparando a memoria blocchi di 2197 parole(169 liste di 13 parole ciascuna), alla fine faceva molta confusione e,poiché erano parole senza significato,le dimenticava in breve tempo.
Koppenaal, fece apprendere ad un gruppo di studenti una lista 20 parole; essi dopo 24 ore ricordavano il 90% del materiale e riuscirono a ricordarlo per lungo termine.
Le modificazioni quantitative della memoria sono state spigate secondo tre teorie:
  • TEORIA DEL DETERIRAMENTO:essa sostiene che con il passare del tempo il materiale depositato nella memoria a lungo termine va perduto.Questa teoria però,non ci spiega come mai le persone anziane ricordino con ricchezza di particolari,molte esperienze della loro gioventù.
  • TEORIA DELL’INDIFERENZA: noi dimentichiamo perché i veri ricordi si sovrappongono,interferiscono e si cancellano l’un l’altro.Si hanno 2 tipi di interferenza:
    l’interferenza PRO-ATTIVA che si ha quando il materiale appreso in precedenza disturba e respinge il ricordo del nuovo materiale;interferenza RETROATTIVA si ha quando il nuovo materiale appreso fa dimenticare quello più vecchio e quindi si sostituisce ad esso.
    L’interferenza dimostra che i ricordi interferiscono tra loro e quindi il ricordo di una esperienza non è del tutto isolato del ricordo di altre esperienze.
  • TEORIA DELLA RIMOZIONE: molti ricordi si cancellano a causa di un meccanismo di difesa che si chiama RIMOZIONE: l’individuo spinge nell’inconscio pensieri ed esperienze, fonti di ansia (esempi di rimozione: dimenticare l’appuntamento col dentista, ecc….).

La modificazione qualitativa è chiamata anche dimenticanza creativa,cioè il ricordo vecchio viene dimenticato e ricostruito in modo nuovo e originale.
Riguardo alla memoria,ogni scuola della psicologia ha dato una definizione diversa ma con lo stesso contenuto.
Nella teoria psicoanalitica il cui autore è Freud ritiene che:la memoria è la capacità di memorizzare e quindi di apprendere solo a due delle tre istanze psichiche,o agenti,che rappresenterebbero l’operare della mente umana infatti:l’IO apprende i comportamenti più idonei al suo sforzo di adattarsi alla realtà e il SUPER-IO memorizza i divieti e le regole imposte dalla soà,guidando così l’IO e tenendo a freno l’ES, che è incapace di apprendimento perché è costituito solo da istinti innati.
Nella teoria comportamentista(stimolo-risposta),la memoria consiste in un‘associazione fra due eventi,uno stimolo esterno e una risposta dell’organismo;quando tali associazioni vengono memorizzate viene dedotto sulla base del comportamento osservato,cioè quando uno stimolo(S)evoca in modo costante e prevedibile una risposta(R).
Nella teoria gestaltista,invece,la memoria è un qualcosa di diverso,infatti è un ricordo semplicemente in forma”attenuata”(in forma assottigliata)dei processi neuronali attivati da una percezione;la traccia mnesica è un modulo di attività di neuroni,simile all’originale prodotto della percezione dello stimolo,ad una intensità bassa della coscienza.
In seguito,la teoria cognitivista è divisa in due tipi:di tipo costruttivista e di tipo “human information processing” (HIP).
La teoria cognitivista di primo tipo,cioè costruttivista, considera la memoria un insieme di processi che selezionano, organizzano, rielaborano e trasformano gli stimoli provenienti dall’esterno, ”costruendo” i dati mnesici e i loro raggruppamenti.
La stessa teoria invece,nel secondo tipo, cioè “human information processing”(HIP),al contrario dice che:la memoria diventa una condizione indispensabile per l’apprendimento;con questo,noi riusciamo ad apprendere nuove informazioni proprio in funzione,al fatto che abbiamo già in memoria conoscenze e informazioni in base alle quali le nuove informazioni possono essere interpretate,riconosciute e apprese.
Esprimendo un concetto conclusivo di memoria possiamo dire che:la teoria HIP è uno dei modelli più interessanti;inoltre,ipotizza l’analogia tra mente umana e processi cognitivi.
Come in un computer si distinguono due aspetti,così nella mente umana si possono distinguere strutture e programmi che vengono da quelle adeguatamente utilizzati.
Per il modello HIP apprendere significa attivare delle conoscenze che già possediamo mediante il confronto con nuove informazioni.Nella memoria quindi,si possono distinguere due livelli di analisi:
  • la struttura della memoria;
  • i processi di controllo del flusso delle informazioni.

In base al modello HIP, l’informazione attivata già nel sistema viene elaborata attraverso stadi successivi, legati l’uno all’altro, in maniera” sequenziale”, fino all’uscita del sistema.
Esaminiamo alcune regolarità che hanno un ruolo specifico sul compito di memorizzazione.
Il numero magico di Miller: nel 1956 egli dimostrò che la memoria riproduttiva immediata è limitata e può contenere solo un certo numero di elementi singoli,esattamente 7+2, cioè da 5 a 9 elementi.
Tali elementi costituiscono dei “pezzi” che sono delle unità a livello psicologico e non da un punto di vista oggettivo. (Se ad un soggetto vengono proposti una serie di numeri, avendoli letti una sola volta, non riuscirebbe a ricordarli; ma se venissero raggruppati a due a due otterremmo elementi significanti da ricordare).