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L'APPRENDIMENTO

L’apprendimento è un processo di produzione di nuove risposte in una data situazione e, di continuarle a ripetere se ci si trova nella stessa situazione.
Nell’apprendimento, in seguito ad esperienze, creiamo un'associazione, cioè il legame o una connessione, fra stimoli e risposte che prima non erano “associati”; dopo quest’associazione la presentazione dello stimolo viene seguita dalla produzione della risposta.
Gli stimoli possono essere di due tipi:
  • Esterni: e quindi, stimoli provenienti dall’ambiente esterno, oggetti, persone, comprese le azioni che producono effetti fisici.
  • Interni: come pensieri, immagini mentali, ricordi, emozioni, sentimenti, sensazioni derivanti dal proprio corpo.

A questi vengono associate risposte di tipo:
  • Esplicite: tutti i comportamenti esternamente percepibili.
  • Implicite: sono identici agli stimoli, cioè tutto ciò che deriva dal nostro corpo.

L’apprendimento può costituire quattro tipi d'associazioni fra stimoli e risposte:
  • fra stimoli esterni e risposte esplicite;
  • fra stimoli esterni e risposte implicite;
  • fra stimoli interni e risposte esplicite,
  • fra due o più processi interni.

Esistono tre tipi d'apprendimento:
  • Condizionamento classico*( Pavloviano - rispondente): si basa su “risposte riflesse”, cioè su associazioni stimoli - risposta che sono presenti nell’individuo dalla nascita, e quindi innate, in cui noi diamo delle risposte che non ci vengono richieste.
  • Condizionamento strumentale (operante): si basa sugli effetti dei “premi” e delle “punizioni”.

Apprendimento mediante osservazione (modellamento): si riferisce a tutti gli effetti dovuti all’imitazione di un modello.
Il condizionamento classico, è il processo mediante il quale uno stimolo neutro, cioè non in grado di produrre una risposta, se ripetutamente associato ad uno stimolo di per se in grado di indurre tale risposta, acquisisce anch’esso la capacità d’innescarla.
Gli stimoli possono essere di vario tipo:
  • Stimolo neutro, (sigla SN) perché non è in grado di produrre la risposta.
  • Stimolo incondizionato, (sigla SI) la risposta è incondizionata.
  • Stimolo condizionato (sigla SC).
  • Risposta incondizionata (sigla RI).
  • Risposta condizionata (sigla RC).

*È detto condizionamento classico, perché è stato studiato per primo, Pavloviano dal nome del suo scopritore, Rispondente perché il comportamento che viene condizionato a un nuovo stimolo è indotto come risposta a uno stimolo incondizionato.
Ivan Pavlovic Pavlov: scienziato russo, studiò il condizionamento classico che, mediante questo tipo d'apprendimento afferma, si acquisiscono quelle risposte che si trovano in collegamento a situazioni o circostanze.
Quando si tratta di forti risposte di ansia o paura, non servono diverse associazioni fra SI e SC per produrre il condizionamento della risposta di ansia allo SC.
Il processo di condizionamento classico presenta delle caratteristiche:
può indebolirsi o scomparire del tutto, si parla di estinzione;
può, dopo essere venuto meno, ricomparire e allora interviene un recupero spontaneo
lo SC in grado di produrre il condizionamento può variare nel tempo per un fenomeno di generalizzazione o di condizionamento di secondo o terzo ordine.
Estinzione del condizionamento e recupero spontaneo
Quando non si associa più lo SI allo SC, ma invece si presenta solo allo SC, inizia il processo di “estinzione” del condizionamento classico.
Questo processo costituisce un momento di prova della persona del condizionamento, sia all’inizio, nel caso di avvenuto condizionamento, dell’indebolirsi dello stesso, sia in caso di avvenuta estinzione, non si può affermare che il condizionamento sia del tutto scomparso.
Se dopo aver estinto il condizionamento senza poi presentare per un certo tempo lo SC, quest’ultimo viene reintrodotto, la RC ricompare, con una forza minora di quella originaria. Questo processo viene detto recupero spontaneo e può ripetersi per diverse volte, in seguito a vari intervalli di non presentazione dello SC dopo un’estinzione.
Generalizzazione (avere paura anche se lo stimolo non c’è). Si tratta del processo per cui stimolo analogo a quello usato originariamente come SC acquisiscono anch’essi la capacità di indurre la RC, la RC diminuisce sempre più che si riduce la somiglianza dello stimolo generalizzato con SC.
Condizionamento di ordine superiore (secondo e terzo ordine)
Il condizionamento di 1° ordine, una volta instaurato un normale condizionamento per cui uno SC è divenuto in grado di condurre una RC, è possibile usare tale SC come SI per una successiva procedura di condizionamento che diviene di 2° ordine.
Nell’uomo il linguaggio costituisce un esempio di condizionamento di ordine superiore.
Il significato connotativo della parola è al risultato di un condizionamento classico, e può essere trasferito ad altre parole associate temporaneamente ma neutre in origine.
Condizionamento operante o strumentale
Il condizionamento operante o strumentale è quel processo di apprendimento, nel quale l’emissione di una risposta viene influenzata dalla conseguenza immediata della risposta stessa.
*In psicologia al posto della parola “premio” si usa il termine “rinforzo”, poichè il premio “rinforza” la risposta seguente. Il termine “punizione” è usato per indicare il processo opposto a quello di rinforzo.
Questo condizionamento è detto strumentale perché, un determinato comportamento diventa lo “strumento” o il mezzo per ottenere un premio, il termine ”operante” si riferisce al fatto che la risposta viene prodotta spontaneamente dal soggetto, cioè senza aspettare stimoli esterni.
L’apprendimento può anche essere apprendimento per prova ed errori, in quanto il soggetto “prova” diverse risposte, (casuali) per risolvere il suo problema, finché, dopo insuccessi (errori) trova quella giusta.
Edward Lee Thorndike espresse per la prima volta la legge dell’effetto, secondo cui se l’omissione del comportamento è seguita da “rinforzi” per il soggetto, tale comportamento diventerà più probabile.
Se il comportamento produce “punizioni” la sua probabilità d'omissione diminuirà.
Alcuni soggetti tendono a ripetere i comportamenti che sono stati premiati e cercano di non produrre quelli che sono stati puniti.
Questa legge non spiega però in che cosa consistono la “soddisfazione e l’insoddisfazione”.
Il rinforzo e la punizione
I rinforzi possono essere primari o naturali, che riescono a soddisfare bisogni fondamentali e innati per l’organismo vivente; o secondari o condizionati o arbitrari; e secondari perché sono stati associati più volte ad un rinforzo primario.
I rinforzi sono stati classificati in cinque categorie:
  • materiali o tangibili: sostanze o oggetti, commestibili o meno;
  • sociali: riconoscimenti, decorazioni, elevazioni di status;
  • dinamici: consistono nel permettere al soggetto di eseguire una determinata attività;
  • simbolici: si tratta di rinforzi condizionati o arbitrari (denaro)
  • Informazionali: tutto ciò che offre delle informazioni sulle conseguenze del proprio comportamento, in grado di ridurre l’incertezza del soggetto.

Le varie classificazioni non ci spiegano però, perché un rinforzo o una punizione ottengono i loro risultati solo aumentando o diminuendo un comportamento.
Per Clarck Leonard Hull, il rinforzo è costituito dalla riduzione della pulsione, attivata da un bisogno fisiologico insoddisfatto.
Edward Chase Tolman fondò la sua spiegazione sulle “aspettative” ipotizzando che i soggetti abbiano un’idea degli esiti di vari comportamenti già sperimentati in rapporto alla meta stessa.
Altri ritengono che il rinforzo e la punizione inducono i loro effetti in quanto, forniscono delle informazioni in grado di guidare il comportamento, cioè suggeriscono al soggetto cosa è giusto o sbagliato, utile o inutile, rispetto a criteri specifici.
Secondo Burrhus Frederic Skinner un rinforzo è tutto ciò che se fatto seguire o se tolto immediatamente dopo una risposta, ne aumenta la probabilità di emissione; invece una punizione è tutto ciò che se fatto seguire da subito dopo da una risposta, ne diminuisce la probabilità di emissione.
Mower ritiene che tramite condizionamento classico, stimoli ambientali acquisiscono la capacità di innescare risposte di attivazione che se raggiungono un determinato livello, vengono vissute come ansia.
Estinzione, generalizzazione e discriminazione.
L’estinzione avviene quando, a una data risposta non viene fatto più seguire il rinforzo. Come per il condizionamento pavloviano, il processo di estinzione viene a costruire la prova dell’avvenuto apprendimento.
All’estinzione, può seguire il recupero spontaneo, cioè dopo l’estinzione di una risposta, passato del tempo, si ripresenta la situazione stimolante di prima, la risposta ricomparirà e quindi sarà maggiore la sua frequenza di emissione, in quanto più lungo è stato l’intervallo di tempo.
La generalizzazione operante è il processo mediante cui, i soggetti che hanno appreso una risposta, dinanzi a un certo stimolo possono emetterla anche in presenza di stimoli più o meno simili al primo.
La discriminazione consiste nel rinforzare in modo differenziale, una risposta se messa in associazione a un determinato stimolo, mentre la stessa non viene rinforzata se associata a uno stimolo differente.
Il modellamento
Alcuni tipi di apprendimento mediante modellamento, sono detti apprendimento per imitazione: cioè la riproduzione del comportamento di un altro individuo preso come modello.
La teoria di Miller e Dollar si adatta bene alla situazione di apprendimento detta di confronto dipendente, nella quale l’imitatore riproduce per caso il comportamento del modello perciò per questo viene premiato.
L’emissione di risposte imitative è influenzata dall’età e dallo status del modello, ma secondo Miller e Dollar, ha molta importanza la ricompensa che dovrebbe essere accessibile, al modello e all’imitatore.
Questa teoria non spiega altri tipi di comportamento modellato come l’apprendimento imitativo:
  • senza esercizio: l’imitatore non ha occasione di emettere la risposta e quindi non è ricompensato.
  • senza rinforzo: né il modello né l’imitatore vengono premiati;
  • rinforzo vicariante: viene ricompensato solo il modello.

Bandura ha proposto un tentativo del modellamento molto ricco e modulato, in chiave cognitiva.
Il comportamento imitativo è molto frequente, tanto da far ipotizzare ad alcuni, per esempio a Mc Dougall, l’esistenza di un istinto di imitazione.
Il modello di Bandura potrebbe essere arricchito da Gewirtz e Stingle con la teoria “dell’imitazione generalizzata”.
Secondo questa teoria, ogni volta che una risposta imitativa di qualunque genere viene rinforzata, è premiata anche una categoria più generale di risposte, cioè il comportamento imitativo in se stesso, la tendenza a ripetere risposte osservate in un modello.