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I disturbi di apprendimento del bambino in regime di separazione coniugale (di Giovanna Baffi)


Alcune considerazioni consequenziali



Si è scelto volutamente di descrivere una situazione di separazione coniugale che, rispetto a molti altri casi, riveste caratteristiche di apparente «normalità». Non vi sono, infatti, aperti dissidi, né, per ora, fatti rilevanti dal punto di vista giuridico e solo un'eventuale richiesta del padre di avere i figli con sé potrebbe spostare il problema in sede giudiziale.
Eppure il malessere è diffuso, anche se poco manifesto. L’abbiamo rilevato in Francesca, ma il suo disagio non è di facile lettura e risulta evidente solo se lo si interpreta attraverso i comportamenti della bambina.
I segnali di disturbo di Francesca, a fronte di situazioni di deprivazione o abuso subite da altri bambini, potrebbero apparire di scarsa rilevanza, non sono tuttavia trascurabili nella sua economia personale.
I rischi per la sua evoluzione sono ravvisabili:
  • nello sviluppo della personalità, per la possibilità che emergano problemi maggiori, anche in relazione alla difficoltà a identificarsi in un ruolo femminile
     
  • nell'ambito dell'apprendimento, per la probabilità di una sempre più scarsa riuscita scolastica, condizionante per le prospettive future della ragazza.
La difficoltà a motivarsi e concentrarsi nelle attività scolastiche, infatti, se pur conseguente alla permanenza di conflitti emotivi irrisolti, ha, in genere, come esito un graduale ritardo nei ritmi di apprendimento.
Peraltro i comportamenti di Francesca, se non compresi adeguatamente, possono facilmente essere interpretati come scarsa volontà o scarsa intelligenza, inducendo, in entrambi i casi, indebite penalizzazioni.