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Pedofilia e giustizia (di Renato Voltolin)

La tutela della vittima



In funzione delle modalità accusatorie appena menzionate, e del livello di realtà loro attribuibile, i provvedimenti di tutela della vittima saranno diversi.
Se ci troviamo nel caso di maggiore attendibilità dell’evento, quello cioè in cui il minore, una volta subito un abuso o un tentativo di violenza sessuale da parte di un adulto, corre dai propri genitori a denunciare il fatto, in preda ad uno stato emotivo (lacrime, agitazione psicomotoria, ansia, vergogna ecc.) la violenza subita, il ricupero emotivo del bambino è più agevole, perché la decisione di denunciare il fatto è per se stessa indice di «normalità». In ogni caso sarà sufficiente una presenza sollecita e comprensiva da parte dei genitori.
In generale si può dire, anche se può sembrare paradossale (in quanto va contro l’opinione comune), che le conseguenze [relativamente] meno gravi, si hanno quando le cose sono più chiare, il pedofilo esiste davvero e si tratta di uno sconosciuto estraneo alla famiglia.
Le conseguenze sono meno gravi perché sono dovute ad un fatto reale che non ha un fondamento nella personalità della vittima, che può essere sana ed equilibrata. A meno che il soggetto vittima della pedofilia sia già psicologicamente fragile, allora il discorso è del tutto diverso e deve far concentrare l’attenzione sullo stile di vita e sul clima familiare.
Altra cosa è se il pedofilo è uno dei genitori. In tal caso viene minato alle fondamenta lo stesso processo di sviluppo del bambino, anche se tale comportamento oltre a costituire un evento traumatico costituisce anche il segno inequivocabile di una situazione la cui patologica ha radici profonde.
In tal caso i provvedimenti devono essere drastici:
  • Il genitore va allontanato
  • Il rapporto del bambino con il genitore innocente (dopo opportuna verifica) va salvaguardato e sostenuto.
  • Il bambino va curato da persona esperta.
  • In caso di complicità di corresponsabilità dei genitori il bambino va affidato a terzi.
Se ci troviamo invece dinanzi ad una accusa che, pur veritiera, avvenga in un tempo successivo o dopo una situazione pedofila protratta nel tempo, le cose sono più complicate. Occorre in tali casi verificare se esista e a quale livello, una qualche connivenza da parte della vittima, il che rivelerebbe la presenza nel bambino di problemi psicologici.
Certamente anche la natura della seduzione influisce diversamente nella connotazione della situazione.
Se l’accusa di Pedofilia è falsa, i problemi che sempre ci sono, possono però essere molto diversi e riguardano il rapporto genitore-bambino, sia che l’accusa sia rivolta verso un estraneo che sia rivolta verso un genitore.
Nel caso si tratti di un estraneo, il conflitto è essenzialmente inconscio e viene «spostato» verso l’esterno. Nel caso che l’accusato sia un genitore, il conflitto è esasperato; ma può anche darsi che si tratti dell’unica via di uscita per sottrarsi da uno stato di tirannia.
Se la falsa accusa di pedofilia avviene «indirettamente», ciò può riguardare, come ho già detto, un bambino dalla personalità caratterizzata da astuzia e fraudolenza.
Anche quando si tratta di una fantasia pedofila vi è comunque una responsabilità familiare, anche se non sempre perseguibile dalla Legge, in quanto si tratta di una famiglia che non ha assolto alle sue funzioni genitoriali fondamentali. La situazione può essere molto seria e ne può emergere una situazione di abbandono o di maltrattamenti rispetto ai quali la fantasia pedofila è una reazione difensiva. In tal caso i provvedimenti possono essere diversi, ma il punto di partenza è una attenta indagine familiare.
Non è questa la sede per trattare in maniera approfondita della struttura dell’indagine e delle possibili risultanze che possono mettere in evidenza situazioni molto gravi. Tuttavia sarebbe interessante poter cercare di farsi una idea su quale potrebbe essere la famiglia a rischio; vale a dire la famiglia in cui il bambino potrebbe essere indotto ad una scelta perversa anche se non è possibile prevedere se specificatamente pedofila.
Di tale famiglia si è trattato in letteratura definendola come «famiglia rovesciata» (Meltzer).