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Fondamenti di Comunicazione

->Introduzione
La Comunicazione Umana e i suoi filtri

I termini “comunicare” e “comunicazione”, derivano dal latino, gli antichi romani usavano il verbo “communicare” ed il nome “communicatio” per intendere il concetto di “mettere in comune”.
Tutti sappiamo che l’uomo è definito un animale sociale, cioè un essere vivente terreno che fonda la sua esistenza con i propri simili. Infatti, da sempre, l’uomo ha dovuto vivere in famiglia, in tribù, in clan o in entità come città o Stato. Tutto ciò ha significato dover comunicare. Sta di fatto che ogni organizzazione, anche la più basilare, implica il trasmettersi dei messaggi e, quindi, comunicare. Ma l’uomo non comunica solo con i propri simili. Si pensi ad altre specie come il nostro cane o gatto. Ma non è tutto qua: la tecnologia ci permette oggigiorno di “dialogare” con i più sofisticati PC. Ed è proprio la tecnologia che ci permette oggi di aumentare le nostre abilità comunicative in confronto a ciò che un uomo di 100 anni fa neanche immaginava, pensando dalla più recente rete internet alla più vecchia stampa, passando per televisione, telefono, cinema, radio, telegrafo.

I termini “comunicare” e “comunicazione”, derivano dal latino, gli antichi romani usavano il verbo “communicare” ed il nome “communicatio” per intendere il concetto di “mettere in comune”.
Tutti sappiamo che l’uomo è definito un animale sociale, cioè un essere vivente terreno che fonda la sua esistenza con i propri simili. Infatti, da sempre, l’uomo ha dovuto vivere in famiglia, in tribù, in clan o in entità come città o Stato. Tutto ciò ha significato dover comunicare. Sta di fatto che ogni organizzazione, anche la più basilare, implica il trasmettersi dei messaggi e, quindi, comunicare. Ma l’uomo non comunica solo con i propri simili. Si pensi ad altre specie come il nostro cane o gatto. Ma non è tutto qua: la tecnologia ci permette oggigiorno di “dialogare” con i più sofisticati PC. Ed è proprio la tecnologia che ci permette oggi di aumentare le nostre abilità comunicative in confronto a ciò che un uomo di 100 anni fa neanche immaginava, pensando dalla più recente rete internet alla più vecchia stampa, passando per televisione, telefono, cinema, radio, telegrafo.
La comunicazione umana: interpersonale e sociale

L’uomo non può farsi sommergere dai macchinari che lui stesso ha creato e quindi è opportuno classificare la comunicazione umana in: comunicazione interpersonale e comunicazione sociale. Per comunicazione interpersonale, intendiamo una comunicazione tra due persone o un gruppo ristretto di persone. Questo tipo di comunicazione ha come caratteristiche la possibilità di risposta e di dialogo in tempo reale.Abbiamo una comunicazione interpersonale in una conversazione telefonica, in una lettera personale, in uno scambio di idee, in un colloquio o in una conferenza;
Per comunicazione sociale, intendiamo una comunicazione che abbia le seguenti caratteristiche:
  • è realizzata da una o poche persone, verso un numero alto di persone;
  • l’emittente non sa quanti e quali saranno gli individui che riceveranno il messaggio da lui emesso;
  • Non c’è possibilità di confronto immediato con gli interlocutori.
Esempi di comunicazione sociale sono: programma televisivo, manifesto affisso al muro, volantino pubblicitario, ecc.
Altre classificazioni del comunicare

La comunicazione può anche essere classificata in:
  • comunicazione verbale: la trasmissione del messaggio viene emessa oralmente, scritta o di altro tipo (cod. Braille);
  • comunicazione non-verbale: comprende tutto ciò che non riguarda la parola ma l’accompagna e la sostiene (gesti e movimenti);
  • comunicazione paraverbale: comprende tutte le modalità usate prima, durante e dopo la trasmissione del messaggio.
Gli elementi della comunicazione

Fingiamo ora di entrare in una comunicazione e assegnare, nella trasmissione dei vari messaggi, dei nomi ai vari partecipanti e in più assoceremo questi nomi anche a delle domande che ci aiuteranno a riconoscerli. I partecipanti sono sono:
  • Emittente/trasmittente/fonte.
    È colui che dà il via al messaggio, che lo emette. Corrisponde alla domanda “Chi comunica?”.
     
  • Ricevente/destinatario.
    È colui al quale si invia il messaggio, ossia, colui che lo riceve. Corrisponde alla domanda “A chi si comunica?”
     
  • Messaggio/contenuto/informazione.
    È ciò che viene comunicato, ciò che viene trasmesso. Può trattarsi di un messaggio, un’informazione, un contenuto. Corrisponde alla domanda “Cosa viene comunicato?”.
     
  • Codice/linguaggio.
    La comunicazione viene effettuata attraverso un codice (o linguaggio) che sceglie l’emittente a seconda della persona che ha di fronte.
     
Cos’è il codice?

È una raccolta o un sistema di segni e di regole fatte per usare tali segni ai fini della comunicazione. Un grande studioso, Umberto Eco, definisce il codice come regole che attribuiscono un significato ai segni.
Il codice Morse è un esempio di codice, ovvero di segni convenzionali inventati dall’uomo per trasmettere dei messaggi.
I codici si riferiscono spesso al linguaggio, ma esistono anche codici non verbali. Il galateo, ad esempio, è un complesso codice che viene adottato per comunicare in maniera adeguata in un certo sistema sociale. Prendiamo la parola “casa”:
  1. Nel caso del linguaggio orale, il suono della voce che la pronuncia, nel caso del linguaggio scritto, la forma grafica, è usata per comunicare (significante)
     
  2. A “casa”, corrisponde un immagine = significato
     
  3. La casa vera e propria = referente.
Spesso, per comunicare, si usano dei simboli che, pur essendo dei significanti, hanno una grande somiglianza con il significato. Facendo riferimento alla parola “casa”, il simbolo schematico della casa sarà la rappresentazione più chiara a tutti, rispetto alla singola parola casa.
Il codice, però, non è fatto solo di segni ma anche di regole. I segni sono indispensabili e le regole ci permettono, nel caso dell’alfabeto, di attribuire alle singole lettere, un suono uguale.
I codici sono convenzionali, quando nascono dall’iniziativa dell’uomo per soddisfare diverse esigenze. A volte sono non convenzionali, infatti, guardando due persone che si picchiano, ottengo informazioni diretta sul motivo del litigio. La fotografia, invece, viene interpretata senza necessari apprendimenti da parte dei riceventi. Il codice o linguaggio corrisponde alla domanda “In che modo viene effettuata la comunicazione?
  • Canale
    Per inviare un messaggio, ci serviamo di uno strumento: il canale. Un esempio di canale è il telefono dove, infatti, si ha un passaggio di messaggi da una cornetta all’altra grazie all’uso di questo apparecchio.
    Nella comunicazione orale qual è il canale?
    Sbrigativamente si risponde l’aria, altri più precisamente, potrebbero affermare la bocca dell’emittente, poi dall’aria, poi l’orecchio del ricevente. Nella comunicazione non verbale, il canale sarà il nostro corpo attraverso il quale avvengono i nostri movimenti. Oggigiorno abbiamo un’infinità di canali attraverso i quali possiamo comunicare; infatti, per comunicare un viaggio possiamo farlo attraverso una cartolina, una lettera, un telegramma, fare una fotografia, fare un filmato con la telecamera, ecc. Il canale corrisponde alla domanda “Come viene attuata la comunicazione”?
     
  • Il contesto
    È spesso dimenticato nella comunicazione, ma riveste un ruolo importantissimo.
    A volte, per analizzare una comunicazione prendiamo in considerazione solo il messaggio. Non è giusto procedere in questo modo, perché una comunicazione può essere compresa solo se considerate nel contesto in cui avviene. La parola contesto deriva dal latino e vuol dire appunto intreccio. Infatti, il contesto che tiene insieme la comunicazione, è come la sua base, la sua struttura di fondo. Chi si reca a vedere una partita allo stadio, di certo non si comporterà come una persona che va ad assistere ad una commedia teatrale.
    Il contesto risponde alla domanda “in quale ambiente avviene la comunicazione, in quale contesto?”
     
  • Filtri/rumori/barriere
    Nel corso di una comunicazione, possono intervenire dei fattori favoriscono o ostacolano il buon andamento del discorso comunicativo. Questi sono detti filtri:
    • I filtri dell’emittente
      rappresentano tutti quei meccanismi che si frappongono tra emittente e destinatario della comunicazione, possono essere:
      - Lingua non conosciuta
      - Balbuzie
      - Difetti di pronuncia
      - Dialetto non compreso
      - Raffreddore
       
    • I filtri del canale
      Mancanza di voce
      (aiuto microfono)
       
    • I filtri del ricevente
      - Distrazione
      - Lontananza eccessiva
      - Disturbi udito
      - Mal di testa
      - Mal di denti...
    I filtri possono essere positivi o negativi. Questi ultimi sono anche detti rumori o barriere. I filtri rispondono alla domanda ”Cosa disturba o facilita la comunicazione”?
     
COMUNICAZIONE = Trasmissione di uno o più messaggi

LA COMUNICAZIONE UMANA
Altre classificazioni della comunicazione:
  • Verbale (orale, scritta, di altro tipo)
  • Non verbale (gesti e movimenti)
  • Para-verbale (del volto)