Attenzione

se stai leggendo questo testo significa che il tuo browser non supporta i fogli di stile (CSS). Se stai usando uno screen reader, prosegui con la navigazione, altrimenti segui le istruzioni su come aggiornare il tuo browser.
 
Studio di Psicologia e Psicoterapia (logo)


Contenuti centrali

Documenti

->

Pubblicazioni

->Violenza e narcisismo
 

Violenza e narcisismo



"L'ECO" n° 13/88

Periodico di Attualità, di Informazione e di Economia pratica
Rubrica di Psicologia - Editore F.Grimaldi , Bari

La violenza nasce dall’ "amore di sé"
I bambini spesso diventano il caprio espiatorio dei nostri fallimenti!


Foto - BambinoNelle nostre città ormai ognuno, chi più o chi meno, ha imparato a ridurre sempre di più il proprio grado di coinvolgimento nelle vicende altrui come solidarietà e come immedesimazione o più semplicemente come comprensione dell'altro. Si va troppo di fretta, non c’è mai tempo, è sempre troppo tardi per interessarsi al mondo alle persone.

Si rinuncia spesso, alle cortesie, ad un saluto, a prestare favori, si ignorano le richieste d’aiuto di quel adulto, anziano , ma peggio ancora di quel bambino, che rischierebbe alla sua insistenza anche di prenderle.

Ci si abitua, insomma, all’indifferenza, al "non mi scocciare". L’altro diventa minaccioso per se e per le proprie cose, si nasconde quasi un senso di persecuzione: "tutto è contro di me", pertanto si fa necessario quasi il bisogno di difendersi con azioni, atteggiamenti di aggressività, di violenza verso ogni ogni cosa od altro generalizzato.

L'abuso dell’infanzia ad esempio oggi è un fenomeno che ha assunto livelli statistici preoccupanti. Sotto tale dicitura possiamo includere oltre che alla violenza sessuale e fisica, purtroppo molto diffusa, innanzitutto le loro cause come la privazione di tempo da dedicare all'infante, quella d’affetto, di attenzione ai loro bisogni e al loro linguaggio. I casi d’abbandono minorile sono talmente aumentati, vedi il caso di Francesco di pochi giorni di vita, ritrovato a Bari, in un cassonetto dei rifiuti, da mettere in allarme l'opinione e le Istituzioni pubbliche. il maltrattamento verbale , i continui rimproveri, le trascuratezze , gli affidamenti alle strade sono fenomeni rappresentativi riguardo alla marginalizzazione alla quale l'infante viene sottoposto.

L'Abuso è tutto ciò che non aiuta il bambino a crescere. Abuso è l’indifferenza dinanzi al fenomeno della fame che ammazza in tutto il mondo, più di 50.000 bambini al giorno. E' stato calcolato che basterebbe il solo ricavato dai prodotti, che vengono venduti per le diete e le cure dimagranti, per far fronte al problema.

In America, rimangono vittima di tentativi e di abusi sessuali circa 700.000 bambini, fenomeno in crescita con il dilagare della pornografia. In Italia i soli casi denunciati di maltrattamento infantile si aggirano attorno ai 10.000.

Il maltrattamento di solito è un atteggiamento permanente, raramente episodico perché è legato alla personalità di chi maltratta; ha inizio di solito con una carenza affettiva a sua volta infantile , di cure, di attenzioni, per poi sfociare in percosse o le lesioni fisiche . Il bambino che ha subito finalmente potrà , da adulto, rifarsi come "carnefice" sul suo debole interlocutore.

Da cosa può nascere questa forma di violenza? Essenzialmente è legata alla formazione della personalità. Vi è in ognuno una particolare inclinazione, in parte ereditata, in parte appresa, all'aggressività, alla violenza . Per contro esiste un bisogno indispensabile di ricevere amore per se, quell' amore che sembra venir meno e violentemente negato in chi ha subito maltrattamenti.

Questo amore è indispensabile per la propria salute. Un amore che si fa eccessivo nella ricerca del suo bisogno assoluto, però, genera aggressività.

In tal caso il mondo esterno potrebbe assume pochissimo valore, gli altri divenire i propri oggetti di utilità o di convenienza, assumendo caratteristiche pericolose, antisociali, devianti.

"Solo io, gli altri .. mi riguardano unicamente per il mio grande bisogno".

Chi maltratta presenta gradi elevati di difficoltà di rapporto con gli altri. Ha difficoltà a sopportare lo stress, non tollera i conflitti , le differenze , presenta problemi con l'altro sesso o lavorativi.

Se sono genitori, che attendono angosciosamente la nascita non desiderata del proprio figlio, potrebbero immaginarlo come minaccioso del loro equilibrio e quindi perseguitarlo prima ancora della nascita.

Un bambino nato in un contesto simile , svilupperà l’idea che tutto ciò che si riceve e si da è negativo e distruttivo , costruendo in tal modo un nuovo potenziale "maltrattatore".

Le persone che maltrattano sono state a loro volta maltrattate.

Questo atteggiamento perpetua violenza e abusi lungo gli archi di generazioni intere come fatto involontariamente educativo.

È possibile allora fare qualcosa?

Per prima cosa è necessario che situazioni di questo genere non restino nel silenzio ma sopprimendo l'omertà, vengano individuati ed attivati i dovuti interventi, per evitare di mettere ancora più a repentaglio la salute fisica e psichica, del bambino.

Ma per far questo è anche necessario abbandonare l'idea, che mette a tacere la coscienza e giustifica la violenza, che il bambino non mi appartiene e non posso sindacare nelle faccende altrui.

Esistono invece delle strutture apposite, presenti nel territorio, alle quali, i genitori, amici, vicini di casa, o chi si fa spettatore di abusi sull’infante, possono rivolgersi. Il consultorio è costituito da personale competente e il suo scopo è quello d’aiutare la popolazione.

Chi maltratta, inoltre, va aiutato ad intraprendere una terapia di gruppo che lo conduca a scaricare e a comprendere i propri conflitti con il suo passato, per riscoprire il giusto valore di sé e degli altri, per evitargli ulteriormente di ritrovare nel bambino il consueto caprio espiatorio dei propri fallimenti.
dr. Giorgio BURDI