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La Maschera



"L'ECO" n° 89

Periodico di Attualità, di Informazione e di Economia pratica
Rubrica di Psicologia - Editore F.Grimaldi , Bari

"La maschera" il desiderio profondo di diventare un "altro".
Ma può essere anche un modo per conoscersi e saper ridere di sé.

Portare la <<maschera>>, è tipico non soltanto di questo particolare periodo del mese, ma di sempre: ogni tanto viene tolta, ogni tanto rimessa. Questo gesto nasconde un desiderio profondo di stare, almeno con la fantasia, nei panni di un altro. Può nascondere il desiderio profondo di diventare un <<altro>>, o di mettere in ridicolo i propri tratti psichici o fisici, accentuandone, gli aspetti fino all’esagerazione. In effetti i tratti esagerati di una maschera di solito rispecchiano, in parte o del tutto, aspetti di chi l’ ha indossata secondo la percezione di chi l’ ha ideata.

C’è nel Carnevale un atteggiamento, comune un po’ a tutti, che è quello di prendere e rendere la vita meno seria, sgravata dei suoi tanti problemi. E’ quindi un momento di festa, fortemente simbolica.

In chi partecipa al Carnevale vi sono numerosissime motivazioni personali, simbolizzate nella maschera.

C’è, ad esempio, un desiderio, comunemente presente, di manifestare pubblicamente alcune tendenze che, se manifestate in differenti contesti, verrebbero fortemente criticate; stiamo parlando, ad es., del classico usuale e divertentissimo travestimento dell’uomo in donna e viceversa.

Il Carnevale, i diversi desideri della gente che vi partecipa e le loro differenti motivazioni sono molto legati all’aspetto del gioco, dello scherzo e della beffa. Da questo punto di vista, la maschera assume un carattere regressivo, cioè nasconde il bisogno di ritornare ai momenti dell’infanzia, di ritornare alla ragazzata, al gioco, allo scherzo tra gli amici. Quello della regressione è un meccanismo anch’esso comune, per il quale il Carnevale diviene quasi una specie di vera e propria istituzione per manifestare pubblicamente, questo ed altri bisogni.

Le manifestazioni pubbliche del Carnevale, hanno carattere di sfogo per la fantasia, per la creatività e la regressione, al punto tale che diventano motivo di organizzazione, di coesione e condivisione sociale del divertimento; si pensi senza andare troppo lontano, ai nostri giganteschi carri di Putignano. Il Carnevale ha infatti carattere fortemente solidarizzante, intorno la tema del gioco, della risata e dello scherzo; in esso vengono involontariamente rappresentati i diversi sentimenti ambigui spesso contrastanti che per la persona vive, tale da diventare l’occasione per prenderne coscienza. Le loro manifestazioni possono talvolta assumere carattere così esplosivo, vedi il Carnevale di Rio, quanto più è il loro accumulo. Spesso però questi sentimenti vengono vissuti in maniera conflittuale, come ad es. provare il desiderio di divertirsi e di star bene con gli altri e vivere contemporaneamente l’incapacità di uscire dalla solitudine. Sono questi i meccanismi conflittuali che possono dare una spiegazione dei tanti suicidi ed omicidi, apparentemente immotivati, che ogni anno si verificano nei vari Carnevali del mondo. Chiaramente questi fatti più che rivelare la festosità dell’occasione, denotano una profonda tristezza che si può nascondere in questa gente.

È possibile invece far convivere insieme, riconciliati, i sentimenti più diversi, lavorando sui problemi. Il Carnevale è un momento di festa, e può diventarlo ancora di più se vissuto non come semplice evasione o presa in giro delle proprie carenze o dei propri pregi, ma come una occasione, per pensarci su dopo, oltre all’occasione socializzante. Un’altra caratteristica che viene ricordata dall’occasione, e che per noi assume molta importanza per un suo carattere istruttivo, è la capacità di <<saper ridere di sé>>.

Su questo argomento vi proponiamo il test che segue:

Amo scherzare, ridere o sono prevalentemente un musone?

 
1. Come mi reputo?


2. Mascherarmi


 
3. Per distendermi preferisco vedere un


4. Se un amico scherza con me ripetutamente


 
5. In una festa di carnevale come mi vesto?


6. Se mi raccontano una barzelletta, di solito


 
7. Ho ordinato un pranzo al ristorante, ma i miei amici lo trovano orrendo, che faccio?


8. Le ultime vacanze sono state nere, cosa dico agli amici?


 
9. Se mi attribuiscono un difetto


10. Ho fretta, ma foro la gomma dell’auto: penso che


 
11. Ho fatto un regalo e l’ ha trovato squallido, penso che


12. Quando sono con gli altri


 
13. Se sento ridere qualcuno da solo penso che


14. Penso di essere


 
15. Quando mi alzo la mattina sono




  
 
dr. Giorgio BURDI